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  • Analizzare la scrittura per prevenire i crimini. Ospite della serata: Candida Livatino

Martedì 5 dicembre abbiamo avuto la dottoressa Candida Livatino come ospite del nostro Club per la presentazione del suo libro: “Grafologia e criminologia. Killer e vittime analizzati attraverso la loro scrittura.” Candida Livatino è giornalista pubblicista, perito grafologo, ed è specializzata in analisi della scrittura, nei disegni dell’età evolutiva e nella valutazione grafologica finalizzata alla selezione del personale. È iscritta all’Associazione Grafologica Italiana. Collabora con Mattino Cinque, Quarto Grado, Forum, Le Iene e con le testate giornalistiche del gruppo Mediaset. Ha vinto il premio Barocco nel 2013 e il Premio Internazionale Bronzi di Riace nel 2019. Il libro, presentato il 25 settembre, getta luce sulla personalità di assassini e vittime, con particolare attenzione ai femminicidi. Secondo i nuovi dati diffusi dal Viminale, aggiornati al 3 settembre, quest’anno in Italia sono stati consumati 225 omicidi, con 77 vittime donne. Un dato davvero allarmante che per una grafologa come la Livatino che studia la personalità e la psiche delle persone non può lasciare indifferenti. La grafologia ha lo scopo di studiare il gesto grafico e ricavarne elementi che riguardano il nostro carattere, la nostra personalità, il nostro comportamento. Elementi che per le loro intrinseche peculiarità sono unici, come possono essere le tracce di DNA e sono in grado di fornire informazioni basilari ai fini identificativi. Attraverso l’analisi attenta e approfondita della scrittura, Candida Livatino mette a nudo le personalità di coloro che nel nostro Paese si sono macchiati di atroci delitti (come Michele Buoninconti, Matteo Messina Denaro, Andrea Volpe), fino a indagare l’animo dei più noti serial killer (come Ted Bundy, Charles Manson, Leonarda Cianciulli), con la convinzione che la grafologia possa essere uno strumento di prevenzione e aiutare donne vittime di violenza a evitare un destino tragico. Inoltre studia la grafia di alcune vittime di femminicidio come Roberta Ragusa, Sara Scazzi e Yara Gambirasio che, per essersi fidate troppo delle persone, in diversi casi a loro vicine, hanno pagato con la propria vita. «I segni della scrittura sono espressione dell’anima: purtroppo in alcuni casi quella di un criminale, a volte addirittura di un assassino»: con questa frase la Livatino vuole sottolineare l’importanza del lavoro della grafologa e questo suo ultimo libro, dietro al quale c’è molto lavoro, vuole essere un piccolo contributo per cercare di capire cosa si cela dietro alla mente di molti assassini, perché se i segnali delle loro personalità venissero colti prima, forse alcuni potrebbero essere fermati. Il libro è dedicato a tutte le donne che sono state uccise per mano di ‘un uomo’ credendo nell’amore. Diverse le domande per capire come la grafologia possa essere utilizzata non solo nella prevenzione o analisi dei crimini; la verve della Livatino ha stimolato la curiosità dei soci. Al tocco della campana la serata si è poi conclusa con le dediche ai libri.

Cristian

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