Festival della cultura

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"La cultura è reale solo se condivisa"

anno rotariano 2020/2021 – Presidente: Iva Conti Schivardi

Rotary Festival della Cultura

II edizione, aprile-maggio 2021

Grammatica delle passioni

Conversazioni sul contemporaneo

Rotary Festival della Cultura, seconda edizione

Il nostro è un tempo spaesato, disordinato, disilluso, eppure attraversato da spinte emotive che lo rendono ancor più territorio in larga misura inesplorato, se non addirittura minaccioso. La seconda edizione del Rotary Festival della Cultura, promosso dal Rotary Club di Romano di Lombardia, segue l’edizione svoltasi nell’autunno 2019, prima dello sconvolgimento epocale della pandemia. Al centro, prima e poi, la sfera passionale come strumento per fare i conti con il nostro essere nel tempo. Prima passioni fondamentali come amore, odio, felicità e desiderio: di petto, puntando al cuore della questione. Ora, passioni come motore, come oggetto e fine: verità, cura, sperimentare. Tutto ciò che il sonno della ragione, il balbettio della lingua, l’affanno del presente sembrano spiazzare e disattendere. Parole affidate a scrittori e studiosi di fama internazionale quali Fausto Colombo, Nicoletta Vallorani e Stefano Laffi, l’incontro con i quali (affidato all’intervista, in una distanza mediale che ci avvicinerà al loro volto) ne illuminerà la contemporaneità. Ridare forma a questi oggetti di passione per riprendere il controllo del nostro tempo. Non per tornare come prima. Per ritrovarci, diversi, e sorprenderci.

Fabio Cleto
Direttore scientifico, Festival della Cultura

Gli ospiti e i temi

FAUSTO COLOMBO | VERITÀ  – venerdì 23 aprile ore 20.30

Fausto Colombo è professore ordinario di Sociologia dei processi culturali presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove dirige il dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo, ed è delegato rettorale alla comunicazione. Ha tenuto corsi e lezioni in diverse università europee e coordinato progetti di ricerca nazionali e internazionali. All’attività accademica ha sempre accompagnato una parallela attività di animatore culturale: ha lavorato per la Biennale di Venezia come curatore di mostre, è stato membro del comitato scientifico della Triennale di Milano e ha fatto parte del comitato di progettazione di Rai Educational. Fra i suoi numerosi volumi, La cultura sottile. L’industria culturale in Italia dall’Ottocento agli anni Novanta (Bompiani 1998), Boom. Storia di quelli che non hanno fatto il sessantotto (Bompiani 2008), Il paese leggero. Gli italiani e i media fra contestazione e riflusso (Laterza 2012), Il potere socievole. Storia e critica dei social media (Bruno Mondadori 2013), Imago Pietatis. Indagine su fotografia e compassione (Vita e Pensiero 2018) ed Ecologia dei media. Manifesto per una comunicazione gentile (Vita e Pensiero 2020).

STEFANO LAFFI | SPERIMENTARE – venerdì 30 aprile ore 20.30

Stefano Laffi è ricercatore sociale presso l’agenzia di ricerca Codici (Milano).

Ha collaborato con la Rai, Radio Popolare, oggi con le riviste Lo Straniero e Gli asini. Si occupa di mutamento sociale, culture giovanili, processi di emarginazione, consumi e dipendenze.

Ha scritto, fra l’altro, Il furto. Mercificazione dell’età giovanile (L’Ancora del Mediterraneo 2000), L’educazione diffusa (L’Ancora del Mediterraneo 2003), Terre in disordine (minimum fax 2009) e La congiura contro i giovani. Crisi degli adulti e riscatto delle nuove generazioni (Feltrinelli 2014). Ha curato Le pratiche dell’inchiesta sociale (Edizioni dell’Asino 2009), Crescere nonostante. Un romanzo di formazione (Edizioni dell’Asino 2015), e Quello che dovete sapere di me. I ragazzi parlano (Feltrinelli 2016).

NICOLETTA VALLORANI | CURA – venerdì 7 maggio ore 20.30

Nicoletta Vallorani è professoressa, ricercatrice, scrittrice e traduttrice (esattamente in quest’ordine), e nonostante abbia passato da tempo l’età dell’apprendimento, mantiene la convinzione che si possa sempre crescere. Lettrice onnivora e docente di Letteratura inglese e angloamericana all’Università degli Studi di Milano, ha esordito con Il cuore finto di DR (Premio Urania nel 1993, tradotto in Francia da Rivages), per poi continuare a scrivere seguendo la doppia pista del noir e della fantascienza. A La fidanzata di Zorro, il primo di quattro romanzi “nomadi” (apparsi per Marcos y Marcos, Einaudi, VerdeNero), è stato assegnato il Premio Zanclea nel 1996, e la serie è stata pubblicata in Francia da Gallimard. Le madri cattive (Salani – Petrolio, 2011) si è aggiudicato il Premio Maria Teresa Di Lascia nel 2012. Il suo ultimo romanzo è Avrai i miei occhi (Zona42, 2020). Come ricercatrice, si occupa di migrazione e traduzione, studi di genere e geografie urbane, con riferimento specifico a testi letterari e visivi.

Il direttore scientifico

FABIO CLETO

Fabio Cleto insegna Storia culturale e Letteratura inglese all’Università di Bergamo. Si occupa di immaginari della cultura di massa e di storia del presente. Fra i suoi lavori recenti, i volumi Intrigo internazionale. Pop, chic, spie degli anni Sessanta (ilSaggiatore 2013), Fuori scena. Gli Anni Zero e l’economia culturale dell’osceno (ECIG 2014) e Tempo di serie. La temporalità nella narrazione seriale (con Francesca Pasquali, Unicopli 2018). Viene spesso invitato a tenere conferenze e seminari sulla teoria culturale e le politiche della rappresentazione contemporanea, in Italia e all’estero, in università e centri di ricerca, istituti di cultura, moda e costume. Ha diretto rassegne culturali e collaborato con testate giornalistiche, televisive e radiofoniche. Il suo lavoro ha ispirato nel 2019 la mostra Camp: Notes on Fashion (e il relativo Met Gala) al Metropolitan Museum of Art di New York.