Essere rotariani non è né un lavoro né un semplice passatempo: è un impegno sociale profondo. Un impegno che comporta doveri e responsabilità verso coloro che si aspettano da noi azioni concrete. Si tratta di un dovere che si aggiunge ai tanti obblighi che quotidianamente ci troviamo ad affrontare. Per questo è fondamentale che il tempo dedicato alle attività rotariane sia vissuto con serenità e appagamento. 

Raggiungere tale serenità richiede il contributo di ognuno di noi, poiché siamo i soli in grado di creare un ambiente positivo, dove far crescere idee, analizzare criticità e cercare soluzioni efficaci. È altrettanto evidente che esistono fattori che possono agevolare questo processo, rendendolo più naturale e spontaneo. Tra questi spiccano le esperienze che escono dall’ordinario, capaci di arricchire e valorizzare il nostro “tempo rotariano”.

Il “Rotary Grand Tour” è un programma di fuori porta, concepito per coinvolgere socie e soci in attività capaci di attivare dinamiche positive e generative. Il programma prevede visite guidate, esperienze enogastronomiche, brevi trasferte e momenti formativi, offrendo occasioni da vivere con il genuino spirito rotariano, per garantire a noi stessi e agli altri esperienze di valore, autentiche e memorabili.

l progetto ha avuto inizio con la visita all’Accademia Carrara e ai Giardini PwC, di recente inaugurazione. Sotto la sapiente guida che ci ha accompagnato lungo l’intero percorso, abbiamo avuto l’opportunità di scoprire una “nuova Carrara”, osservata attraverso lo sguardo di coloro che l’hanno ideata e fondata, nonché di chi ha saputo tramandarne il modello e assicurarne lo sviluppo nel corso del tempo. Un progetto scaturito dalla mente illuminata del Conte Giacomo Carrara, il quale ebbe la lungimirante intuizione di porre la formazione artistica al centro del dibattito culturale bergamasco e non solo. Tale visione diede vita a quella che oggi è un’Istituzione culturale di prestigio internazionale, ammirata in tutta Europa.

La collezione stessa è un inno al mecenatismo e un tributo di riconoscenza verso un luogo dove l’arte non solo è custodita, ma viene tramandata e insegnata alle nuove generazioni. Terminato il percorso personalizzato che ha attraversato la collezione permanente, la visita è proseguita ai Giardini PwC, splendido esempio di quei “Giardini produttivi” che, nell’Ottocento, rappresentavano un modello di sostenibilità ante litteram. Il loro recente restauro, reso possibile grazie al sostegno di numerosi Enti, ha restituito alla Città di Bergamo oltre 3.000 metri quadri di verde, da vivere, leggere e custodire come prezioso scrigno di memoria e storia.

Ci vediamo al prossimo appuntamento del “Grand Tour”.

M.ko

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