Una serata memorabile, di piena intensità culturale e umana, si è svolta martedì 20 maggio presso il Rotary Club di Romano.
Ospite d’onore, la dottoressa Maria Luisa Pacelli, direttrice dell’Accademia Carrara di Bergamo, storica dell’arte di chiara fama, la cui carriera, da oltre due decenni, si è distinta per l’alto profilo scientifico e per l’instancabile impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico nazionale.
Nel corso del suo illustre percorso professionale, la dottoressa Pacelli ha diretto il prestigioso complesso delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, comprendente il Museo Giovanni Boldini, il Museo dell’Ottocento, il Museo “Filippo de Pisis”, l’Archivio Michelangelo Antonioni e il Centro Video Arte di Palazzo dei Diamanti. Successivamente ha guidato la Pinacoteca Nazionale di Bologna, consolidandone il rilievo nel panorama museale nazionale e internazionale.
Dal dicembre 2024, è stata chiamata a dirigere l’Accademia Carrara di Bergamo, istituzione tra le più antiche e prestigiose del nostro Paese.
La presenza della direttrice Pacelli ha dato alla serata un’aura di eccezionalità. La sua voce autorevole, colma di passione e rigore, ci ha condotti in un viaggio affascinante attraverso la storia e il cuore pulsante dell’Accademia Carrara, nata dal nobile gesto filantropico del bergamasco Giacomo Carrara, il quale nel 1796 destinò al bene pubblico la sua preziosa raccolta, affiancandovi una scuola d’arte.
A perpetuare questa luminosa eredità furono poi figure straordinarie: Guglielmo Lochis, che arricchì la collezione con opere eccelse; Giovanni Morelli, acuto conoscitore e padre del metodo attributivo moderno; Federico Zeri, raffinato studioso di fama internazionale; e Giovanni Scaglia, il cui operato ha preservato e consolidato l’identità dell’istituzione fino ai nostri giorni.
Nel cuore delle sale della Carrara risplendono autentici tesori della pittura: dal ritratto sublime di Pisanello, alla sacralità plastica della Madonna col Bambino di Mantegna; dalla giovanile intensità del San Sebastiano di Raffaello sino all’eleganza idealizzata del Ritratto di Giuliano de’ Medici firmato da Botticelli.
Tra i protagonisti indiscussi della collezione, spicca Lorenzo Lotto, di cui è oggi visibile la monumentale Pala di San Bernardino, temporaneamente traslata dalla chiesa omonima e accolta in Accademia in un allestimento che ne esalta ogni dettaglio formale e spirituale.
A dialogare con questo capolavoro, un itinerario fotografico concepito da Axel Hütte, fotografo tedesco di fama mondiale, il quale ha saputo immortalare, con sensibilità quasi mistica, le opere nei contesti originari, tessendo un poetico intreccio tra arte, luogo e memoria.
La conferenza si è conclusa con un vivace dialogo con il pubblico, cui la Direttrice ha risposto con generosità, soffermandosi sul valore conservativo del museo, sulla responsabilità della tutela e sull’importanza di un rinnovato rapporto tra l’Accademia, il territorio e le sue comunità.
Una serata di rara intensità, illuminata dalla sapienza della relatrice, il cui sapere profondo si è fuso con una raffinata sensibilità, donandoci non solo conoscenza, ma autentica emozione.
Ad maiora.
M.ko









