Nel corso di una partecipata serata rotariana, il Club ha avuto l’onore di ospitare la dottoressa Emi Bondi per la presentazione del suo nuovo libro “Il maschio fragile” (edizioni Mondadori), un’opera di grande attualità che affronta con rigore scientifico e profondità umana il tema dell’identità maschile nel nostro tempo. L’incontro è stato reso possibile grazie alla generosa disponibilità dell’autrice, che ha offerto ai soci, alle socie e agli ospiti un’occasione preziosa di riflessione e dialogo.
Il libro muove un argomento tanto attuale quanto urgente: in una società attraversata da trasformazioni rapide e talvolta contraddittorie, i ragazzi crescono spesso sospesi tra iperprotezione e solitudine educativa, esposti a modelli irrealistici amplificati dai social media e privi di riferimenti solidi capaci di incarnare una mascolinità emotivamente consapevole. Il progressivo superamento del sistema patriarcale, processo necessario e irreversibile, ha però lasciato in molti casi un vuoto identitario che le giovani generazioni faticano a colmare. Attraverso casi clinici, contributi di epigenetica, neurobiologia e psicobiologia dello sviluppo, il volume analizza le radici di fragilità, aggressività e smarrimento, proponendo la costruzione di una nuova “grammatica del maschile” capace di superare stereotipi e prevenire derive violente, in un’ottica di benessere collettivo. La dottoressa Bondi, psichiatra e psicoterapeuta, dirige il Dipartimento di Salute Mentale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Prima donna eletta alla presidenza della Società Italiana di Psichiatria nel 2022, è tra i soci fondatori e co-presidente del Coordinamento Nazionale degli SPDC e componente del tavolo tecnico sulla salute mentale del Ministero della Salute. Alla intensa attività clinica affianca ricerca scientifica, pubblicazioni e un costante impegno formativo, con autorevolezza riconosciuta a livello nazionale.
La serata, costruita su uno stimolante dibattito aperto, si è così trasformata in un momento di autentico servizio culturale, pienamente coerente con i valori rotariani: promuovere consapevolezza, favorire il dialogo tra saperi, contribuire alla prevenzione del disagio e alla costruzione di comunità più sane e inclusive. In linea dunque con i nostri ideali, il confronto sul tema dell’identità maschile ha richiamato la responsabilità di ciascuno — educatori, genitori, professionisti e cittadini — nel sostenere le nuove generazioni verso un futuro fondato su rispetto, equilibrio e dignità della persona.











