“La necessità di ristabilire i necessari equilibri, regolati dal diritto internazionale, tra le principali realtà geopolitiche non è più rinviabile. E questo alla luce del fatto che l’azione di alcune è mosso da disegni egemonici e aggressivi”. Con parole chiare e incisive il senatore Giulio Terzi di Sant’Agata – presidente della Commissione Politiche Europee del Senato della Repubblica – ha affrontato il tema “Legittimità egemonica della forza o legalità internazionale”? Il relatore – diplomatico di lungo corso (Ambasciatore in Israele dal 2002 al 2004, Rappresentante permanente dell’Italia all’Onu dal 2008 al 2009, Ambasciatore negli Stati Uniti dal 2009 al 2011 infine ministro degli Esteri del governo Monti dal 2011 al 2013) – è stato ospite d’onore e relatore dell’Interclub tenutosi (eccezionalmente di giovedì) il 7 maggio scorso al “Vigneto” di Capriate San Gervasio e organizzato dal nostro Club e che ha visto la nutrita partecipazione di soci degli RC: Romano di Lombardia, Sarnico e Valle Cavallina e Bergamo Terra di San Marco. Il relatore, dopo aver ricordato che fino a un recente passato l’Onu aveva una sua importante centralità in difesa del diritto internazionale, e nel favorire l’azione diplomatica, e che l’azione dei singoli Stati passava comunque per il Palazzo di Vetro, ha rilevato come ora invece ci si trovi di fronte alla necessità di ricreare i presupposti affinché”la forza del diritto e della legalità tornino a prevalere sempre su un uso arbitrario e criminale della forza anche quando esso sia “mascherato” da asserite “legittimità” di natura ideologica, pseudostorica, o di mera convenienza”. Un altro aspetto su quale si è soffermato il senatore Terzi di Sant’Agata è la necessità che “una ritrovata ‘forza del diritto’, e quindi della legalità, deve poggiare sulla deterrenza” e questo per dimostrare a qualsiasi potenziale aggressore “la piena capacità di difendere la propria sicurezza, sovranità e indipendenza, nella libertà”. Un’impostazione di questo tipo non può che aprire “la strada al negoziato e alla Giustizia Internazionale”. Un altro spunto di riflessione ha riguardato un altro tipo di alleanze: quelle “basate invece sulla volontà di aggressione, di violenza, di sterminio di intere nazioni, sull’odio etnico o religioso” a proposito delle quali ha affermato senza mezzi termini “non sono definibili alleanze, bensì come organizzazioni criminali contrarie a qualsiasi possibile interpretazione del diritto e della legalità internazionale”. Nell’ultima parte della serata il relatore, anche rispondendo alle domande degli ospiti, si è soffermato sui temi di grande attualità sullo scacchiere mondiale: dalla crisi mediorientale alla guerra in Ucraina, dall’aggressione russa al ruolo dell’Europa, dallo scontro armato Israelo-Usa con l’Iran, da Gaza alla Corea del Nord.
“Legittimità Egemonica della Forza o Legalità Internazionale” – Dal Bollettino del RC Treviglio e della Pianura Bergamasca





