Interessante argomento sviluppato dal dott. De Angelis e qui riprendiamo alcuni punti della sua esauriente trattazione.
“La Malattia Venosa Cronica (MVC) rappresenta una delle patologie croniche più diffuse nei paesi industrializzati, con una prevalenza stimata tra il 40% e il 50% nella popolazione adulta e una maggiore incidenza nel sesso femminile e negli anziani. Nonostante la sua elevata frequenza, essa continua a essere sottovalutata, venendo spesso considerata un semplice problema estetico piuttosto che una condizione cronica progressiva. La MVC comprende un ampio spettro di manifestazioni cliniche, che vanno dalla sensazione di pesantezza degli arti inferiori e dalle teleangectasie fino alle varici , agli edemi , alle alterazioni cutanee e alle ulcere venose. La progressione della malattia determina un impatto significativo sulla qualità della vita e comporta un notevole onere economico e sociale. Investire nella salute venosa significa ridurre il carico economico che la malattia produce sulla collettività. Il concetto di “costo sociale” comprende infatti: costi sanitari, perdita di produttività. Impatto previdenziale, assistenza domiciliare, riduzione della partecipazione sociale; disabilità temporanea o permanente. La MVC rappresenta una sfida rilevante per i sistemi sanitari moderni, sia per l’elevata prevalenza sia per il considerevole impatto economico e sociale. Il peso della patologia non si limita ai costi diretti delle cure, ma coinvolge produttività lavorativa, qualità della vita e utilizzo delle risorse assistenziali. L’adozione di strategie terapeutiche integrate, basate sulla diagnosi precoce, sulla terapia compressiva, sull’impiego appropriato dei farmaci venoattivi e sulle moderne tecniche endovascolari , consente di rallentare la progressione della malattia e ridurne significativamente il carico socioeconomico. Investire nella salute vascolare significa quindi non solo migliorare il benessere del singolo paziente, ma anche perseguire un obiettivo di sostenibilità per il sistema sanitario e per la società nel suo complesso. In quest’ottica la prevenzione, l’educazione sanitaria e un approccio multidisciplinare rappresentano strumenti fondamentali per affrontare una patologia destinata ad assumere un ruolo sempre più rilevante nella medicina del futuro.”
Al termine dell’esposizione, corredata da slides, vari soci sono intervenuti per chiarimenti o approfondimenti a cui il dottor De Angelis ha fornito esaurienti risposte.
Iva








