Locanda dei Nobili Viaggiatori – Malpaga
Malpaga, Visita al Castello
Una pioggia torrenziale accompagnata dalla grandine ci accoglie al nostro arrivo al Castello di Malpaga per la visita prevista in occasione della conviviale dello scorso martedì.
Nonostante questa accoglienza la visita è risultata piacevole grazie anche al “racconto della nostra guida, la signora Giovanna, che con grande maestria e dovizia di particolari ha illustrato le bellezze di questo castello, allora diroccato, che Bartolomeo Colleoni acquistò nel 1456 con l’intenzione di farne la sua residenza ed il centro del suo potere.
Il rudere venne completamente ristrutturato e divenne una fortezza inespugnabile, alloggiamento per i suoi soldati e corte principesca a testimonianza del suo successo, quale opera visibile, memoria della grandezza raggiunta.
Le pareti del castello sono quasi interamente affrescate e rappresentano anche una testimonianza degli usi e costumi dell’epoca. Alcuni di questi affreschi sono ancora splendidi come quello dedicato alla visita di re Cristiano di Danimarca, il corteo regale, i banchetti, i tornei e le scene di caccia.
Salendo al piano superiore sono ancora visibili delle allegorie, forse a rappresentare una sensibilità e immagine di umanità del condottiero in contrasto con la sua fama di guerriero. Particolarmente significativa l‘allegoria del silenzio: un vecchio che fa il segno del silenzio o forse del segreto che tutti dovevano osservare.
Particolarissima è la camera da letto del Colleoni, senza camino, per ragioni di sicurezza e la finestra con sbarramenti, anche questo per evitare intrusioni. La stanza presenta inoltre un piccolo affresco sacro che la tradizione vuole particolarmente caro al Colleoni. Il castello è un’apoteosi di colori tesi ad esaltare la figura del condottiero e che rendono maggiormente l’idea di castello che, all’esterno, si presenta nella sua architettura militare, circondato da un imponente fossato, di cui sono visibili i resti.
Qui vennero ospitati grandi personaggi dell’epoca Borso D’Este, i figli di Francesco Sforza, Carlo il Temerario ed il già citato Cristiano I di Danimarca, oltre a umanisti quali Jacopo Tiraboschi, Giovanni Michele Carrara ed Antonio Cormazzano che scrisse la biografia del Colleoni.
All’uscita, nel cortile interno, un affresco a tutta parte rappresentante la battaglia della Riccardina, affresco deteriorato dall’esposizione alla luce del sole ed alle intemperie.
Terminata la visita, come dicevamo, splendidamente condotta dalla nostra guida la serata è terminata alla vicina “Locanda dei Nobili Viaggiatori” dove è stata servita una piacevolissima cena.
Un connubio di arte e ricreazione che ha fatto dimenticare il maltempo iniziale.
dibi




















