Ristorante “Antico Borgo La Muratella” Cologno al Serio
STRESS: COME PROTEGGERE IL NOSTRO CERVELLO
Relatori: prof.ssa Simonetta Betti, psicologa dottor Michele Sterlicchio, neurologo
Martedì 20 maggio si è svolta la nostra conviviale alla Muratella, ansiosi (ke stress!) di sapere dai relatori della serata qualche prezioso suggerimento sull’argomento: Stress – come proteggere il nostro cervello.
Dopo la cena e prima del coffee, introdotto il tema da parte del Presidente Pino Pisacane, Francesco Locati ha presentato i relatori, la Prof.ssa Simonetta Betti, Docente di Psicologia Clinica all’Università Statale di Milano e Responsabile del Servizio di Psicologia Clinica dell’IRCCS Policlinico San Donato – San Donato Milanese*, e il Dott. Michele Sterlicchio, Neurologo, Responsabile del Servizio di Neurofisiopatologia dello stesso Ospedale**.
Partendo da una celebre frase di A. Einstein “Le menti sono come i paracaduti: lavorano meglio quando sono aperte”, sono stati evidenziati alcuni concetti chiave per comprendere come lo stress si genera e come può essere controllato senza fare percorsi di training esasperanti loro stessi.
Con una alternanza molto gradevole i due relatori hanno affrontato il punto di vista comportamentale nella risposta allo stress, che dal punto di vista strettamente medico. Lo stress in effetti rappresenta la risposta del cervello a qualsiasi richiesta, avendo una semplicità di reazioni possibili: attacco oppure fuga. Su questo binomio si gioca la nostra capacità di interagire con l’ambiente e nelle relazione con le persone. La reazione allo stress, dal punto di vista fisiologico, comporta l’attivazione di 3 sistemi: neuro-endocrino con l’ormone cortisolo che riveste un ruolo essenziale, il sistema cosiddetto ‘simpatico’ che ha a che fare con i livelli di adrenalina nel sangue, e il sistema neuro-immunitario attraverso l’azione di mediatori dell’infiammazione. Si tratta di risposte che avvengono normalmente nella vita di tutti i giorni (attacco, fuga). Ci sono però situazioni che inducono una persistenza di queste alterazioni dei sistemi sovra descritti, in cui a es. il cortisolo e l’adrenalina vengono prodotti in modo eccessivo, determinando l’insorgere di uno stress patologico. Più facilmente induttori dello stress patologico sono: ‘routine stress’ correlato alle pressioni lavorative, alla famiglia e altre responsabilità quotidiane; stress causato da cambiamenti negativi improvvisi (perdita del lavoro, separazione/divorzio, malattie); stress traumatico da incidenti, disastri naturali, ecc. Anche i sintomi e i segni di uno stress patologico è importante che vengano riconosciuti per tempo e controllati per il benessere della persona, dei familiari, del gruppo: disturbi cognitivi (problemi di memoria, scarsa concentrazione…), fisici (dolori in varie parti del corpo, tachicardia, frequenti raffreddori…), comportamentali (mangiare molto o poco, dormire troppo o troppo poco, tendenza a procrastinare…).
Va da sé che alla luce di quanto presentato i fattori che più sono in grado di svolgere una funzione protettiva nei confronti dello stress patologico sono riconducibili a:
buona qualità del sonno (la corretta alternanza delle fasi di sonno REM – quando si ‘sogna’ – e Non REM correla con il consolidamento della memoria), sana alimentazione e strategie di coping (come affrontare le situazioni di criticità). Sulla sana alimentazione il Dott. Sterlicchio ha dedicato un’intera diapositiva mentre la Prof.ssa Betti nel concludere il suo intervento ha sottolineato la capacità di mobilitare le risorse interne per affrontare lo stress e di adottare strategie di coping rivelatisi efficaci come una adeguata respirazione (si sono tecniche molto interessanti come ‘pranayama’), la centratura e consapevolezza di sé, la rottura del circolo vizioso.
Dopo la presentazione sono scaturite numerose domande da parte del pubblico presente, con richiesta di ulteriori approfondimenti e … una promessa: vista la centralità della respirazione nelle strategie di affrontamento dello stress patologico perché non pensare di organizzare qualcosa per il Rotary e i suoi componenti, anche in una logica di sempre maggiore prevenzione?
Quindi un grande ARRIVEDERCI!
*… psicanalista e psicoterapeuta, dopo aver lavorato in strutture psichiatriche, si occupa da anni di psicologia ospedaliera con particolare interesse per i disturbi psicosomatici e il dolore cronico. Collabora con centri clinici di ricerca indiani, canadesi e americani per un costante aggiornamento nelle tematiche concernenti la relazione mente-corpo.
**… si occupa di malattie del sistema nervoso periferico, in particolare le neuropatie su base diabetica e vascolare, della medicina del dolore e di varie forme di epilessia.
Collabora attivamente, in relazione con il Servizio di Psicologia Clinica, con gli altri reparti dell’ospedale per progetti tesi al miglioramento delle performance.
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