i.LAB Italcementi Group

Molti gli interessi che abbiamo visti soddisfatti al Kilometro Rosso, nella sede di i.Lab prima e nel centro polifunzionale del parco scientifico tecnologico, poi. Difficile per chi scrive evocare tutte le sensazioni, tutte di alto profilo, maturate nella visita davvero molto interessante. Accoglienza impeccabile quella di Lucia Nusiner ed Enrico Borgarello di Italcementi Group i quali ci hanno presentato la Società  multinazionale nel suo complesso e ben illustrato l’iniziativa del Campo Agricolo Ornamentale, poi. Il primo annuncio, quello del saluto del Ceo Italcementi Carlo Pesenti che avrebbe voluto essere presente con noi alla visita, cui è seguito lo sviluppo del tema, quello dei materiali da costruzione, dove il cemento è elemento generatore di architetture sostenibili e di edifici intelligenti, come è appunto i.Lab inserito a pieno titolo nell’iniziativa dell’alta imprenditoria bergamasca del Kilometro Rosso. 4.5 i miliardi di euro, questo il fatturato della società che opera a livello globale in tutti i continenti dandosi come obiettivo e targhet produttivo, l’attenzione massima al territorio di riferimento e operando come quinto produttore mondiale di cemento con oltre 490 centrali di macinazione e 55 cementerie. Dunque la ricerca si alimenta dei prodotti e delle problematiche, ma anche delle opportunità, che la nostra Madre Terra offre nei cinque continenti a chi è attento alle sue manifestazioni. Dunque sviluppo sostenibile, che poi è anche il tema conduttore del progetto dell’edificio che da solo è stato occasione di evento speciale. L’architetto Richard Meier, già progettista a collaboratore di Italcementi per la chiesa del Giubileo voluto da Giovanni Paolo II, Dives Misericordiae (la chiesa delle bianche vele), ma anche per il nuovissimo museo dell’Ara Pacis, entrambi a Roma, ha iniziato la progettazione nel 2005, dando corpo e forma all’idea di i.Lab, che si è concretizzata nell’Aprile del 2012, appena un anno fa. La nuova sede di i.Lab, ha dichiarato Meier, è un edificio simbolo dell’esperienza di Italcementi e un punto di riferimento per l’architettura sostenibile in Europa. L’intero edificio è stato costruito usando un calcestruzzo sviluppato dalla stessa Italcementi, che sfrutta le proprietà del cemento auto pulente e che è in grado di ridurre l’inquinamento. Molte le caratteristiche insite nella costruzione a partire dai materiali, tra cui il cemento bianco, per finire con la precisione maniacale dei moduli progettuali basati sulla dimensione del “pollice” anglosassone, il tutto distribuito su una superficie utile di almeno 7.500 metri quadri posti in un’area complessiva di 22 mila. L’area libera ha interessato il progetto almeno quanto quella coperta ed edificata perché il Campo Agricolo ha coinvolto studi ed esperienze naturalistiche di alto livello, contribuendo così alla classificazione “platino” del World Business Council for Soustainable Development (WBCSD) raggiunta dall’edificio nel suo insieme. Innovazione ed eccellenza, queste le due parole che ben interpretano la percezione acquisita durante la nostra visita, dimostrata anche dalla visione diretta di prodotti finiti come la lunga panca nera e la bianca seduta, in cemento trasparente, dell’area verde annessa all’auditorium, ma anche quella del conglomerato permeabile all’acqua, utilizzato per contornare gli alberi e gli stessi passaggi pedonali, o gli scivoli dei passi carrai. L’eleganza rara dei due colori, il bianco e il verde, uniti alla trasparenza del vetro e alla funzione riflessiva dei ben collocati specchi d’acqua, hanno completato l’opera, lasciandoci strabiliati per tanta sintesi, bella, tecnologica e appunto sostenibile. L’introduzione, in i.Land, delle essenze vegetali, come le onde di carpino scelte per richiamare i roccoli di collina o le coltivazione di mais antico e i frutteti, anch’essi individuati con metodi e collaborazione suggeriti da Slow Food, si sono condensate nella scelta di utilizzare sementi ed essenze sempre autoctone volte a riprodurre prati fioriti presenti nella natura circostante, quella della pianura e della prima collina bergamasca. Anche l’applicazione del principio del “chilometro zero” la dice lunga sull’attenzione alla sostenibilità complessiva della realizzazione. Il rinfresco, elegante e corposo, servito al termine della visita a tutti i partecipanti ci ha dato di apprezzare la squisita ospitalità ricevuta. Terminata verso le 20:30, la visita a i.Lab e i.Land, ci ha visti dislocare verso il centro del Kilometro Rosso dove il Ristorante LordBry ci ha servito la cena. I due Presidenti, Galizzi e Pavoncelli hanno fatto gli onori rituali di casa Rotary, chiudendo la conviviale alle ore 23.

(effepi)

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