Il nuovo anno ha salutato la prima conviviale del nostro Club a Palazzo Colleoni permettendoci di affrontare con il ns socio Francesco Locati il tema assai pervasivo, come lui stesso l’ha definito, della salute in una società in forte cambiamento. E lo ha fatto dalla prospettiva di un Direttore Generale di una ASST quale il Papa Giovanni XXIII che si trova nel rank dei migliori ospedali italiani. Dopo la presentazione del presidente Diego Finazzi che ha introdotto il tema di “Una sanità incentrata sul valore”, Francesco Locati ha fatto un excursus sulle principali tendenze del nostro sistema, o meglio, dei sistemi in generale, mettendo in luce i problemi e anche le opportunità che si celano dietro ciò che viene normalmente riportato.
Nel descrivere le principali linee strategiche del Papa Giovanni, particolare attenzione è stata riservata ai settori dove gli avanzamenti sono stati resi possibili grazie all’innovazione: a partire dai trapianti d’organo solido e di midollo, alle terapie mediche avanzate in campo oncologico, come le cosiddette terapie cellulari (CAR-T), la robotica in chirurgia, le cardiopatie congenite in particolare nei bambini che colloca il Papa Giovanni in forte continuità con la scuola del Prof. Parenzan, piovere della cardiochirurgia pediatrica italiana. Una rianimazione con 88 posti letto (di cui 16 per i bambini) consente di essere punto di riferimento regionale per il trauma maggiore del bambino e dell’adulto, oltre che mettere a disposizione apparecchiature salvavita come l’ECMO che sta per una tecnica di ossigenazione extracorporea.
Interessante anche la ‘fotografia’ di un giorno in ospedale: cioè in altre parole che cosa avviene lungo tutta la giornata con numeri che fanno pensare alla grande attività e all’impegno di tanti professionisti che permettono di raggiungere i risultati ragguardevoli in termini di salute per i cittadini.
L’Asst si è trovata ad affrontare la messa a terra della missione 6 con gli oltre 15 miliardi di euro che a livello nazionale sono stati assegnati agli Enti: siamo allo step finale ed entro marzo 2026 tutte le 6 Case di comunità, l’Ospedale di Comunità e le Centrali Operative Territoriali saranno completamente funzionanti, con quella funzione di raccordo tra ospedale e territorio che è la vera sfida, sorta dalle criticità della medicina territoriale, che la triste circostanza della pandemia aveva messo in evidenza. Senza parlare, – o meglio se ne è parlato, di tutte le innovazioni legate all’irrompere del digitale e della telemedicina che dovrebbero facilitare la ricerca da parte dei cittadini delle reali risposte ai propri bisogni di salute. Sulle reali risposte in termini di efficacia e di efficienza oltre che di tempestività, appropriatezza ed equità si è ragionato molto poi, su sollecitazione da parte di molti soci e ospiti che sono intervenuti al termine della presentazione.
Anche in termini di prospettive di sviluppo, l’occasione è stata ghiotta per saperne di più, sulla recente approvazione da parte di Regione Lombardia dell’ampliamento dell’Ospedale, con il progetto della VIII torre, in contiguità, con la settima, per la realizzazione di maggiori spazi per l’Ematologia, l’Oncologia, per l’area laboratori e la ricerca, il cui costo complessivo si aggira attorno ai 100 milioni di euro (poco più della metà finanziamento Regione Lombardia, poco meno della metà Ministero).
La ricerca va di pari passo con la formazione universitaria con 4 Corsi di Laurea per le professioni sanitarie (infermieristica, ostetricia, tecnici di radiologia, fisioterapia) e un Corso di Laurea ‘Medicine & Surgery’ in lingua inglese con Università di Milano Bicocca, Università di Bergamo, Surrey University, per un numero complessivo di 630 studenti all’anno.
La serata, che ha visto una nutrita partecipazione di soci e ospiti, si è conclusa con le foto di rito, l’invito alle prossime conviviali del Club e con il classico tocco della campana.
















