Una serata all’insegna dello scambio, del dialogo e della contaminazione rotariana ha segnato l’inizio del nuovo anno 2025-2026, celebrato con una partecipata conviviale in Interclub che ha visto la presenza congiunta del nostro Club, insieme al Rotary Club di Soncino e Orzinuovi e a quello di Brescia Verola.
Al centro dell’incontro, la scienza e la ricerca, protagoniste grazie all’eccezionale intervento della dott.ssa Cristina Dondi, brillante e giovane ricercatrice italiana attualmente attiva negli Stati Uniti.
Dopo la laurea in Biotecnologie presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca, la dott.ssa Dondi ha conseguito un master europeo in Genetica all’Université Paris-Diderot, presentando una tesi sui nuovi approcci terapeutici per il mieloma multiplo. Ha poi ottenuto un dottorato di ricerca a Clermont-Ferrand, focalizzandosi sullo sviluppo cardiaco in Drosophila melanogaster, comunemente nota come moscerino della frutta. Il suo percorso l’ha quindi condotta a San Diego, in California, dove ha svolto un post-dottorato identificando i fattori genetici coinvolti nei disturbi metabolici legati al cuore. Attualmente prosegue la sua attività di ricerca sempre a San Diego, dove studia le manifestazioni cardiache nella distrofia muscolare e collabora con la NASA per esaminare gli effetti della microgravità sull’apparato cardiocircolatorio degli astronauti.
Ascoltare dalla viva voce di una protagonista della ricerca contemporanea è stata un’opportunità rara e preziosa. La dott.ssa Dondi ha saputo condurre il pubblico al cuore – è il caso di dirlo – di una ricerca che, con il supporto delle più avanzate tecnologie, indaga i meccanismi vitali con una precisione impensabile fino a pochi anni fa. In particolare, ha illustrato come la Drosophila melanogaster, nonostante la sua semplicità apparente e la minuscola dimensione (non supera i 2-3 millimetri di lunghezza), condivida con l’essere umano una sorprendente omologia genetica e funzionale, soprattutto a livello di apparato cardiovascolare. Questo piccolo organismo possiede un cuore tubulare che, seppur primitivo, è regolato da geni analoghi a quelli che orchestrano lo sviluppo e il funzionamento del cuore umano. Tali similitudini rendono la Drosophila un modello sperimentale estremamente utile per lo studio delle patologie cardiache, anche in chiave evolutiva. Particolarmente suggestivi sono stati i filmati tridimensionali mostrati dalla relatrice, nei quali era possibile osservare il battito cardiaco del moscerino, così come l’intera ricostruzione 3D dell’apparato circolatorio: un’operazione di rara efficacia visiva, resa possibile dall’integrazione tra microscopia avanzata e modellazione digitale. Di grande interesse anche il racconto della joint venture con la NASA e il centro di ricerca statunitense presso cui opera, che ha permesso di studiare le differenze fisiologiche tra esseri viventi nati e cresciuti in assenza di gravità – come avviene nello spazio – e quelli sviluppatisi sulla Terra, evidenziando implicazioni cruciali per la medicina spaziale e terrestre.
Come da tradizione, al termine della serata è stato aperto uno spazio per il dialogo con il pubblico. Tra i temi emersi, si è discusso delle sovvenzioni alla ricerca scientifica, spesso insufficienti o indirizzate secondo logiche politiche più che meritocratiche.
È stata, senza dubbio, una serata stimolante e ricca di spunti, che ha offerto materia di riflessione sul valore della ricerca, sull’importanza della divulgazione scientifica e sul ruolo fondamentale che anche gli organismi più piccoli possono avere nella comprensione della nostra fisiologia.
Chissà – mi permetto di chiosare – che da oggi in poi, prima di infastidirci per un moscerino della frutta, non ci si fermi a pensare al suo silenzioso ma prezioso contributo alla scienza.
Arrivederci a tutti per la Festa del Rientro, in programma il prossimo 9 settembre presso LIDOZERO4 di Misano Gera d’Adda, ospiti del nostro socio Pino.
BUONA ESTATE
M.ko






















