Serata in Interclub densa di interesse e partecipazione quel-la di martedì 23 settembre presso la sede di palazzo Colleoni: a conferma della vicinanza e amicizia l’incontro è caratterizzato dalla presenza di tre Rotary club del Gruppo Orobico 2, oltre al Rotary Club di Romano di Lombardia infatti sono presenti il Rotary Club Treviglio e della Pianura Bergamasca, con il Presidente Mino Carrara, e il Rotary Club Isola Bergamasca – Ponte san Pietro, con il Presidente Giuseppe Casali.
Ad inizio incontro i Presidenti hanno portato i saluti ai soci e loro accompagnatori.
Serata meteorologicamente piovosa, ma il clima a Palazzo è mitigato dal piacere di ritrovarci con tanti altri colleghi in Interclub e soprattutto lo spirito di amicizia ha prevalso sul mal tempo e fatto da padrone.
La relazione in programma è stata introdotta dal Presidente Finazzi che ha evidenziato la valenza del tema riguardante tutti noi utilizzatori di utenze, oltre che essere un tema di dall’importante peso politico di interesse sovranazionale; è seguita la presentazione del relatore, ing. Marco Spolti, Presidente della Commissione Energia dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bergamo, membro della analoga Commissione della Consulta Regionale degli Ingegneri Lombardi oltre che Amministratore Delegato, Direttore Tecnico e professionista di MRB Energia srl.
L’Ing. Spolti esordisce introducendo il tema del-la transizione energetica come il passaggio dall’utilizzo di fonti energetiche ad alta impronta carbonica a fonti energetiche a basse emissioni, e fa parte della più estesa transizione verso economie sostenibili attraverso l’uso di energie rinnovabili ed energia nucleare, l’adozione di tecniche di risparmio energetico e di sviluppo sostenibile.
Le criticità dunque che devono essere affrontate risultano essere quelle dell’abbandono, ai fini della sostenibilità ambientale, delle fonti fossili per arrivare alla decarbonizzazione completa, ma anche gli aspetti economici, soprattutto nel nostro Paese, hanno un peso non secondario, atteso che in Italia i costi dell’energia sono strettamente connessi con i costi del gas, in assoluto fonte più utilizzata; infatti è di tutta evidenza il fatto che in altri paesi Europei i costi dell’energia risultano essere di molto inferiori.
Nello spiegare cos’è la transizione energetica non possiamo mancare di ricordarne gli obiettivi fondanti. La transizione energetica si propone infatti di:
• ridurre l’inquinamento atmosferico: riducendo, se non eliminando, l’utilizzo di petrolio, gas e altri combustibili fossili, si limita enormemente la presenza di CO2 in atmosfera, contribuendo alla diminuzione di danni al pianeta;
• promuovere la crescita delle energie rinnovabili: la transizione energetica passa proprio dall’adozione delle rinnovabili, praticamente inesauribili e a basso impatto ambientale. Favorire e facilitare l’utilizzo di queste risorse diventa fondamentale per un mondo più sostenibile.
A rendere necessaria la transizione energetica ci sono ovviamente anche i cambiamenti climatici, ormai impossibili da ignorare. Eventi meteorologici estremi come ad esempio le recenti alluvioni sono solo una piccolissima parte di un insieme di conseguenze del surriscaldamento globale e dell’inquinamento da CO2. Solo in Italia, nel 2024 si sono registrati più di duemila fenomeni atmosferici estremi. E il numero continua a crescere.
Ma questo non è il solo motivo per cui la transizione energetica è importante. Infatti, obiettivo non secondario contribuisce anche a migliorare la qualità dell’aria e, dunque, a migliorare anche le nostre condizioni di vita. Un’aria più salubre, infatti, eviterebbe diversi problemi di salute che ormai diamo quasi per scontati.
L’ing. Spolti prosegue riportando come tutte le indicazioni a livello Nazionale per raggiungere gli obiettivi prefissati sono dettate dal PNIEC = Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, che sostanzialmente è un “DOCUMENTO STRATEGICO PER LA POLITICA ENERGETICA NAZIONALE VERSO UNA DECARBONIZZAZIONE SOCIALMENTE SOSTENIBILE ” predisposto dal MASE – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (06/2024)
Gli ambiti di intervento previsti dal Piano nazionale sono relativi a: FER Elettriche, Gas Rinnovabili, Biocarburanti, Ristrutturazioni Edilizie, Riduzione Mobilità Privata, Cattura e Stoccaggio CO2.
In Italia, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso, tanto che il Mix Energetico utilizzato fa sostanzialmente riferimento a: autoconsumo, geotermico, idrico, fotovoltaico, eolico oltre che termico con un forte incremento di utilizzo di fonti alternative a svantaggio del termico, tutto questo ha portato ad un notevole incremento della produzione di energia alleggerendo il ricorso all’uso del gas (energia termica) per la produzione di energia. L’aspetto incoraggiante è relativo alla circostanza che altri Paesi, definiti virtuosi, non hanno avuto incrementi sostanziali come nel nostro. Tuttavia l’aspetto di fondamentale importanza risulta essere che il Sistema Elettrico debba garantire istante per istante che l’energia richiesta dall’insieme dei consumatori sia SEMPRE energia prodotta e/o importata, questo atteso il previsto forte incremento degli utilizzi e una crescente necessità di dotazione elettrica da immettere in rete; diversamente il grave rischio è quello di incorrere in black-out, come si sono registrati recentemente ad esempio in Spagna.
UNA NUOVA COMPONENTE STA CREANDO NOTEVOLI INCERTEZZE PER LA CRESCETE DOMANDA DI ENERGIA ELETTRICA: il prepotente affacciarsi del-la Intelligenza Artificiale, infatti, porterà ad un aumento sensibile della richiesta di Energia Elettrica, ma non basta visto che a questa innovazione vanno aggiunti le maggiori richieste di energia in ordine alla E-mobility, case Green, FER.
Occorre, dunque in sede di pianificazione e programmazione, disporre di una nuova quota di generazione elettrica programmabile esente da emissioni di gas climalteranti in grado di affiancare le FER non implementabili per garantire una loro migliore integrazione nel sistema. Da questo punto di vista un notevole contributo potrebbe provenire dal ricorso all’Energia Nucleare: “potenziale” ruolo nella strategia a lungo termine per raggiungere il NET ZERO al 2050.
L’Italia, in passato, è stata uno dei primi Paesi ad avviare la politica di produzione di Energia Elet-trica attraverso Centrali Nucleari, salvo poi rinunciare a seguito del pronunciamento di ben due referendum sul tema.
Parlare di Energia Nucleare, prosegue l’ing. Spolti, determina molte riserve nel pensare comune; infatti basti pensare a quali sentimenti scatena questa parola, ENERGIA NUCLEARE? Paura, Diffidenza, Incertezza, Preoccupazione, che sono gli stati d’animo che hanno determinato i risultati referendari.
LA DIMENSIONE DEL NUCLEARE IN EUROPA … = CONSIDERANDO I PAESI UE CON UK, UCRAINA E SVIZZERA:- 118 REATTORI- 128,4 GW DI POTENZA ELETTRICA- 31,9% DELLA POTENZA MONDIALE.
Di fatto ora siamo già alla quinta generazione delle centrali nucleari e attualmente sono introdot-te nuove tecnologie: i cosiddetti mini reattori, cioè si parla di SMR (Small Modular Reactors) da circa 300 MW che possono essere impiegati anche in piccole realtà.
In sostanza lo scenario atteso al 2050 prevede un aumento di: consumi elettrici, peso delle FER, interventi sulla rete, che se non previsti e programmati determinano forte criticità nella rete, ed una sensibile diminuzione del consumo di gas.
La relazione dell’ing. Spolti ha suscitato un vivo interesse nei convenuti tanto che le domande e le curiosità proposte sono state moltissime.
A chiusura della serata il Presidente Finazzi ha ricordato ai propri soci la programmata visita del Governatore prevista per la serata del 7 ottobre; insieme ai Presidenti Giuseppe Casali, del Rotary Isola e Mino Carrara del Rotary Treviglio hanno omaggiato il relatore di un ricordo della serata e ringraziato per l’interessante intervento.
Lo scocco della campana nel rispetto della tradizione rotariana ha chiuso la serata.
dieffe

















