Gli ultimi dieci anni hanno segnato grandi trasformazioni della città di Bergamo, soprattutto in tema di rigenerazione urbana e di recupero di siti dismessi che stanno portando la città capoluogo ad un livel-lo di considerazione non più da regina delle provinciali ma a città di richiamo universitario, culturale, accessibile e interconnessa, con noi in una serata che avrebbe meritato una maggiore partecipazione l’Assessore all’Urbanistica e Riqualificazione Urbana del comune di Bergamo Arch. Francesco Valesini.
Nato e residente a Bergamo, Francesco Valesini si è laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano.
Eletto nel luglio 2009 Consigliere e nel 2012 e 2013 Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Conservatori e Paesaggisti della Provincia di Bergamo, ha promosso e organizzato in questa veste, in collaborazione con altri colleghi, numerosi eventi ed iniziative.
Ha collaborato dal 1992 al 2001 con lo studio dell’architetto Piercarlo Ferrari, maturando diverse esperienze lavorative fra le quali si ricorda Il Piano Particolareggiato di Città Alta, il progetto per il Centro Culturale e Biblioteca civica di Dalmine, il restauro e ristrutturazione della Parrocchia di San Matteo a Tortona e la realizzazione del Museo storico dell’ottocento alla Rocca di Bergamo.
Dal 2003 ha aperto un studio professionale in proprio, occupandosi della progettazione e realizzazione di nuova edificazione, di ristrutturazione e restauro conservativo di edifici residenziali, commerciali e produttivi. Alcuni di questi lavori sono stati segnalati in Premi nazionali e regionali, oltre ad essere oggetto di pubblicazioni on e off line. Ha partecipato a diversi concorsi nazionali ed internazionali e ho promosso nel mio studio, parallelamente alla mia attività di architetto, mostre di arte contemporanea. Dal 2014 Assessore con il Sindaco Giorgio Gori, incarico che ricopre anche con l’attuale Sindaco Elena Carnevali.
Bergamo, esordisce il relatore, è una città che ha un limite di estensione territoriale decisamente limitato, circa 40 Kmq con una densità abitativa elevata di 3000 ab/Kmq, dunque il consumo di suolo è stato molto intenso, per tale motivo le condizioni di cambiamento sono determinate da una città che si trasforma su sé stessa attraverso il recupero di aree dismesse e di una politica di riqualificazione urbana. Le condizioni che permettono il cambiamento sono di tipo economico, ma anche legate alla Governance e Pianificazione degli interventi che definiscono un consenso sociale soprattutto mirato al recupero di molte aree da rigenerare, il tutto da inquadrare nella sostenibilità degli interventi. Sicuramente uno dei punti deboli della città sono gli aspetti di mobilità e delle connessioni. Su questo si è cercato di lavorare con una visione politica e culturale di città del futuro, definendo le priorità per una trasformazione coerente e non casuale.
Il cambiamento avviene davvero solo quando queste condizioni si allineano: ܂ soldi܂ regole chiare܂ consenso minimo܂ visione condivisa
Se anche solo una manca → i progetti diventano: • più lenti • più conflittuali • o incompleti
Nel caso di Bergamo: • ܂ forti investimenti → cambiamento rapido • ܂ molte aree da rigenerare → opportunità • consenso non sempre pieno → conflitti su alcuni progetti
Le connotazioni sulle quali si è cercato di sviluppare la trasformazione sono quelli di Bergamo come città Universitaria, come città della Cultura, come città accessibile e interconnessa, come città viva. Parlare di “città universitaria” nel caso di Bergamo significa capire quanto l’università — in particolare Università degli Studi di Bergamo — possa diventare un vero motore di trasformazione urbana, economica e sociale. Non è solo avere studenti, ma creare un ecosistema in cui: • gli studenti vivono stabilmente in città • l’università è integrata nei quartieri si generano cultura, innovazione e servizi.
In sintesi: la città cambia per e con l’università.
Sostanziale è la presenza crescente dell’Università degli Studi di Bergamo, sedi diffuse tra Città Alta, Città Bassa e area ex industriale (Dalmine).
Affinché Bergamo sia veramente in toto una città universitaria occorrono più residenze per studenti con affitti accessibili (Ex Caseme Montelungo e Colleoni), tenere conto che occorre garantire vitalità anche oltre gli orari delle lezioni, l’Università deve essere dentro la città, non ai margini, creare connessione con lavoro e imprese, generare una adeguata offerta culturale.
Il punto di svolta di Bergamo città della Cultura, continua Valesini, è sicuramente stato l’evento di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023
Questo evento ha segnato un cambio di passo: • grandi investimenti culturali • aumento della visibilità nazionale e internazionale • collaborazione tra istituzioni e territorio
Ha dimostrato che la cultura può essere centrale, non marginale.
Su un tessuto di basi già forti, quali: patrimonio storico unico (Città Alta), musei e spazi espositivi, festival, teatro, musica la cultura a Bergamo non si parte da zero. Esempi importanti: • Accademia Carrara • Teatro Donizetti • Donizetti Opera Festival
Dopo Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 occorre mantenere il livello di offerta, evitare il calo di investimenti ( Nuova GAMEC e GRES ART).
Bergamo sta cercando di diventare una città che punta sulla cultura, ma è in una fase di passaggio da città con patrimonio culturale a città che usa la cultura come leva strategica.
Una “città accessibile e interconnessa” è un modello urbano in cui spostarsi è semplice, inclusivo e ben organizzato, e in cui i diversi quartieri sono collegati tra loro in modo efficiente. Nel caso di Bergamo, questo tema è centrale nei progetti di trasformazione.
In tema di mobilità e collegamenti sono in corso diversi interventi: • presenza della ferrovia e collegamenti con Milano • collegamento con l’aeroporto Aeroporto di Milano-Bergamo Orio al Serio • sviluppo di infrastrutture e interscambi
Nodo chiave: migliorare la connessione tra città, provincia e oltre.
Progetti urbani collegati sono di grande importanza per ridisegnare il centro città: • Porta Sud (area stazione) • riqualificazione ex aree industriali • nuovi poli urbani come Chorus Life • le linee del tram delle valli
Mirano a ricucire parti di città oggi separate.
Porta Sud è uno dei principali progetti di trasformazione urbana della città: riguarda l’area attorno alla stazione ferroviaria e rappresenta la futura “porta d’ingresso” meridionale di Bergamo.
È un progetto di rigenerazione urbana che punta a trasformare una zona oggi molto legata alla mobilità (stazione, traffico, parcheggi) in un nuovo polo urbano moderno, con funzioni miste: • pubblici servizi • attività commerciali • uffici e residenze • aree verdi e percorsi pedonali • ridurre l’effetto “barriera” dell’area ferroviaria • creare un secondo polo rispetto al centro storico
L’idea è creare una nuova centralità, non solo un nodo di transito.
Tantissimi sono stati i temi trattati durante la serata che hanno coinvolto i presenti mossi da curiosità e voglia di conoscenza di importanti azioni di rinnovamento della città di Bergamo.
Doverosi i ringraziamenti a Francesco Valesini, ma anche i complimenti per il viaggio at-traverso cantieri e progetti di riqualificazione davvero complessi.
Prossimo appuntamento dopo Pasqua martedì 7 aprile con il nostro Past President Francesco Pavoncelli.
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