Ristorante “Antico Borgo La Muratella” Cologno al Serio
FORMAZIONE e DINTORNI
Relatore: Alessandro Clerici

Martedì 18 marzo abbiamo avuto la visita di Alessandro Clerici, presentato dal nostro Presidente Pino Pisacane.
Alla conviviale hanno partecipato anche Sergio Moroni e Ugo Botti, Assistenti Distrettuali rispettivamente del gruppo orobico 2 e 1. Carriera rotariana di spicco: socio del RC di Meda e delle Brughiere, Presidente di svariate Commissioni, già Governatore del Distretto 2040 nel 2008-2009 (spillando Eliana Brandazza in quell’anno, wow!), attuale Responsabile della Commissione Formazione Distrettuale anno 2013-2014.
Serata dedicata al tema della formazione e dintorni, appunto. Elemento fondamentale da cui partire, secondo Clerici, è l’esperienza rotariana, fatta visitando ben 84 club, il glorioso 2040, oggi 2042, perché così facendo si scopre tantissimo, progetti e … problemi. In questo senso il Distretto non è altro che l’insieme dei Club, e è a disposizione dei Club per un aiuto nella conduzione della loro attività rotariana: il Distretto è essenzialmente un’entità amministrativa, non è da intendersi un superclub. Come fare formazione efficace?… Formare il formatore! E chi è il formatore per eccellenza, presente in ogni Club? E’ proprio il suo Presidente!
Il nuovo metodo formativo che è stato introdotto si rifà molto al modello della ‘learning organization’, che vuol dire non più docente-discente, ma colloquio, apertura e confronto sui problemi, momento di curiosità, non di costrizione: chi siamo? da dove veniamo? cosa dobbiamo fare? e quali sono le caratteristiche che ci rendono rotariani. In sostanza la formazione ha l’obiettivo finale di enucleare delle regole di base per sentirsi rotariani: è il compito assegnato alla Commissione, che come tutte le altre del Distretto, ha la mission di fungere da vero supporto per i Club. Se vogliamo progredire e vogliamo cambiare le regole, prima le dobbiamo conoscere e pertanto sono l’oggetto principe della formazione che si snoda lungo 6 direttrici: la storia del Rotary d’Italia, la diversity, la professionalità, l’integrità, la fellowship e la leadership. La leadership è essenziale: dobbiamo cercare dei leader; se non li troviamo, non avremo più futuri Presidenti e futuri Governatori. Ogni Club deve avere la voglia e la capacità di formare i propri leader. Da qui l’importanza per la Commissione Formazione di istigare nei Presidenti e quindi nei Soci, il piacere di interessarsi al Rotary. Perché interessarsi al Rotary, partecipare alla vita del Club e venire in contatto con altre persone offrono significative opportunità. Il relatore fa cenno anche alla sua esperienza della scuola per Governatori a San Diego (USA) dove ha scoperto i valori dei simboli: 532 neogovernatori eletti con gli stessi intenti, gli stessi ideali e le stesse rappresentanze sceniche (la mitica cravatta gialla e la giacca blu!).
Nell’ampio dibattito il Presidente Pisacane fa riferimento alla sua esperienza personale di formazione nel Rotary, Pio Schivardi fa rilevare la necessità di maggiore chiarezza rispetto al discorso delle regole e alla tendenza all’autoreferenzialità che a volte si percepisce, Francesco Pavoncelli sottolinea l’importanza dei progetti pilota per favorire il cambiamento, Dario Bertulazzi cita il caffè del venerdì mattina, introdotto felicemente da Pino Pisacane, quale nuova formula per aggregare il gruppo. Puntuali e ricchi di stimoli gli interventi degli assistenti distrettuali presenti.
Nella replica finale Clerici ribadisce l’importanza delle regole in un periodo di crisi più generale dell’associazionismo nel mondo, soprattutto in assenza di proposte alternative condivisibili. Proprio in questi momenti il processo di evoluzione del Rotary acquista un valore significativo per tutti quelli che vi si riconoscono.
La seconda serata del mese di marzo dedicata all’approfondimento dei temi fondanti del R.I. ha sicuramente aggiunto molta carne al fuoco, nonostante la cena tutta fosse a base di buon pesce (il primo di aprile è dietro l’angolo).
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