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Ristorante “Antico Borgo La Muratella” Cologno al Serio

FONDAZIONE ROTARY E DINTORNI

 Relatore: Cesare Cardani

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 Martedì 25 marzo: è il momento di Cesare Cardani, quando si è detto che “il Distretto deve arrivare al cuore dei Club”… Dopo Pernice, Clerici, si conclude stasera il mese dedicato al Rotary. Presentato dal nostro Presidente Pino Pisacane, alla presenza del Governatore Sergio Orsolini e del Governatore designato per l’anno 2016/17, Pietro Giannini, Cardani, che insegna presso il Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano, vanta una carriera rotariana di prim’ordine: socio del R.C. di Tradate, Governatore del Distretto 2040 nell’anno 2000/1, delegato del 2040 al Consiglio di legislazione di Chicago nel 2007 e 2013, e attuale Presidente della Commissione Distrettuale 2042 Fondazione Rotary.

Che cos è la Fondazione Rotary? Si tratta di un’organizzazione che affianca il R.I., come entità ‘not for profit corporation’ distinta (anche il R.I. lo è): ne consegue che il bilancio della Fondazione Rotary è separato da quello del R.I. Ciò vuol dire che tutto quello che viene raccolto per la Fondazione va agli scopi della stessa, non va per gli scopi del R.I. Esiste comunque un’unità di intenti fra il R.I. e la Fondazione: R.I. designa i dirigenti della Fondazione Rotary e in generale il suo Presidente è un Past President del R.I. Certamente la Fondazione è uno strumento a disposizione del Rotary per il raggiungimento dei suoi scopi e lo fa in maniera autonoma. Scopo della Fondazione Rotary, nata nel 1915 e con sede in Illinois (Evanston), è fare del bene nel mondo, mettendo a disposizione delle risorse, essenzialmente di tipo economico che vengono dal mondo rotariano, anche se non esclusivamente. Tradotto: la Fondazione Rotary ha l’obiettivo di aiutare la ‘periferia’ rotariana, ovverossia i Club e i Distretti, a promuovere progetti o iniziative a favore  dell’umanità in campo culturale e in campo sociale. In tal senso la Fondazione non ha proprio personale, non ha iniziative sue da sostenere, ma si limita a finanziare la capacità progettuale che i Club e i Distretti posseggono. Esistono solo due forme di attività che non rientrano in questa propositività: la Polioplus, ora Endpolionow, gestita centralmente perché si è in collaborazione con grandi organizzazioni internazionali (è comunque possibile fornire delle risorse ai Club rotariani per specifiche iniziative di sensibilizzazione nelle regioni endemiche); i centri studi per la pace, localizzati in 6 centri universitari dove vengono tenuti corsi per professionisti della pace (master biennali in 5 di essi, nel sesto – a Bangkok, corsi di perfezionamento di alcuni mesi). Franco Galdini, segnalato dal Bergamo Ovest, sta concludendo il suo periodo proprio a Bangkok, insieme a altri borsisti sul fronte della pace internazionale. Tutto il resto è affidato all’iniziativa dei Club e del Distretto che sono caldamente invitati a presentare dei progetti. Esiste un procedura ben consolidata per la loro redazione, e il settore che è stato indicato è quello dei programmi umanitari, di sostegno alla lotta contro la fame, la sete, le malattie, la salute della madre e del bambino, la pace.

Le modalità per accedere ai fondi della Rotary Foundation sono regolate dalle sovvenzioni, che si suddividono in globali (global grants) e distrettuali: le globali richiedono la collaborazione di due Club o di due Distretti di Paesi differenti, attraverso la stipula di un’alleanza internazionale tra Club, per progetti di una certa consistenza, almeno attorno ai 40.000 $ (non sono bruscolini…!), e con parametri progettuali ben definiti (obiettivi, tempistica, strumenti, esiti). La commissione che valuta i progetti adotta criteri di efficacia, di efficienza e di sostenibilità (“i progetti devono lasciare un segno”: è l’elemento cruciale!!). In questi global grants si possono chiedere anche finanziamenti per viaggi per studiare i problemi, per controllare l’evoluzione dei progetti, o mandare persone a istruire, oppure far venire da noi persone che sono in training. Quindi la Fondazione, soprattutto con i global grants, sfida nella sua nuova organizzazione che si chiama Visione futura la periferia rotariana a essere maggiormente efficace e efficiente nel presentare progetti che siano veramente incisivi.

Con le sovvenzioni distrettuali abbassiamo un po’ l’obiettivo: sono fondi che vengono gestiti localmente a livello distrettuale per progetti di minori dimensioni: è stata comunque messa un’asticella abbastanza alta, un plafond minimo di 6.000 euro, perché si pensa che valga la pena di mirare in alto, di non accontentarsi di piccoli interventi ‘spot’ che non cambiano la realtà su cui si va a agire.

Da dove vengono le risorse alla Fondazione Rotary? Vengono dalla periferia rotariana, tradizionalmente quei 200 milioni di $ che ogni anno la Fondazione destina o alle sovvenzioni o alla PolioPlus o a altre attività vengono dai nostri rotariani, attraverso le oblazioni e le elargizioni. Nella tradizione italiana molto più frequentemente queste donazioni avvengono non da parte del singolo rotariano ma da parte del Club: il Club appare quindi come il donatore (anche se è evidente che dietro al Club ci sono i suoi soci), destinando una quota del suo bilancio, postandola sul Fondo annuale programmi.

Se ad esempio io Club metto a disposizione 5.000 euro, e chiedo una sovvenzione distrettuale, la Fondazione mi darà altri 2.500 euro, sono in totale 7.500 euro per un’operazione. Se non faccio niente, i soldi che verso vanno nel grande paniere della Fondazione che torneranno poi a quei Club che saranno capaci di progettare e quindi di attivare quel circuito virtuoso che io dò e ricevo. Dò e ricevo: con questo meccanismo il monte dei denari cresce, perché ci possono essere persone generose che ad esempio donano molto di più…Chiedere anche fuori dai R.C. di aiutare i progetti rotariani non è più un tabù: basta guardare alla Polio! Qualunque apporto che viene dall’esterno lo moltiplica x 1.5, quindi lo aumenta del 50%: è importante cercare di attirare sulle nostre iniziative nuove risorse.

Nota conclusiva: i Club dei gruppi orobici hanno dato tantissimo alla Fondazione ma hanno chiesto pochissimo. E’ mandatorio invertire la rotta!

L’obiettivo della Fondazione perciò è fare in modo che i Club, che sono gli attori principali, in virtù del loro rapporto con il territorio, diventino più fattivi, anche perchè se non siamo certamente ai primi posti al mondo per assets economico movimentato, siamo ai massumi livelli per efficienza, nella valutazioni che vengono fatte da fonti indipendenti sulla capacità di spendere bene (le spese di amministrazione della Rotary Foundation sono in effetti molto basse, attorno al 3-4%). E’ il pressante invito finale del Presidente Distrettuale della Rotary Foundation a fare ognuno sempre meglio.

Grande attenzione e interesse da parte dei partecipanti con domande e interventi di Francesco Pavoncelli, di Francesco Locati e di Pino Pisacane, che conclude, ricordando il significativo apprezzamento e la gratitudine del Club per la terna di interventi dal Distretto che hanno rafforzato il nostro senso di appartenenza al Rotary (“parlare di Rotary è una missione di ogni rotariano”), prima del ricercatissimo pensierino della settimana (v. box) e della campana finale.

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