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Martedì 6 Marzo 2012

Area Euro: origine della crisi, possibili sviluippi

Relatore: dott. Costantino Vitali

Sempre su tema economico finanziario che, stante la crisi mondiale perdurante, è diventato l’argomento più ricorrente nelle nostre conviviali, il relatore di martedì 6 marzo, Costantino Vitali, rotariano del Bergamo Nord, Vice Presidente UBI Banca, ha spostato la messa a fuoco della crisi in corso, sulle banche in Italia e in Europa. Originatasi negli Stati Uniti, con il fallimento di Lehman Brothers di circa tre anni fa, la crisi finanziaria collegata, si è diffusa in tutto il mondo e mettendo a nudo le debolezze del sistema europeo, ancora giovane, incompleto e debole. Nel nostro Continente é scoppiato il caso dei Debiti Sovrani. Emettere titoli per coprire il debito pubblico è da tempi immemorabili una pratica molto praticata. Pensare ad un debito che fosse pari o addirittura più alto rispetto al 100% del PIL nazionale annuo, è stato ritenuto un fatto accettabile e sostenibile. Nell’ultimo decennio si è infatti e da più parti, accettato, che questa percentuale potesse essere tranquillamente superata. Il mercato ha sempre avuto molto rispetto per i titoli statali, che le banche europee e mondiali hanno sempre acquistato con fiducia. Almeno fino a quando non è scoppiato lo scandalo dei conti pubblici greci, malamente truccati da quel governo. Il panico conseguente ha aperto gli occhi di molti e così si è cominciato a dare più peso ai cosiddetti Spread, che in fondo non sono altro che la valutazione circa le garanzie effettive di un investimento di danaro in essere o futuro. Dunque è divenuto più chiaro il fatto che se uno Stato non riesce a vendere il suo debito, va in fallimento. Come per tutti i fallimenti ci sono i tentativi di amministrazione controllata. Per la Grecia siamo agli sgoccioli e gli investitori, soprattutto le banche, ma anche molti fondi comuni, perderanno cifre da capogiro. Queste banche sono soprattutto francesi, le quali sopporteranno quasi la metà dell’intera perdita prevedibile ed annunciata sui titoli greci. A seguire la Germania, l’Inghilterra e solo tra le ultime, le banche italiane. Dunque a farne le spese, oltre all’Europa nel suo complesso, sono l’Irlanda, la Spagna, il Portogallo e appunto l’Italia; tutte nazioni ancora dentro il mirino della cosiddetta speculazione finanziaria e questo perché su fatti economici così macroscopici hanno il loro peso anche considerazioni di altro livello. Per l’Italia un problema evidente é rappresentato dalla politica, che è da sempre debole, in quanto viziata d’impotenza per un impianto costituzionale obsoleto, complicato e poco garantista per le maggioranze parlamentari. L’Italia soffre ovviamente per il suo immenso debito pubblico che, gonfiato a dismisura, nei decenni passati, ora ha dato un colpo esiziale alla nostra credibilità economico-finanziaria e alla nostra solvibilità. Le banche europee svuotate del loro capitale dalle crisi in atto, hanno messo in campo operazioni ricostituenti sostenute dalla BCE la banca europea, la quale, a differenza di tutte le banche nazionali, non può nemmeno emettere moneta. Le premesse della crescita non sono imminenti, ma cominciano ad affacciarsi all’orizzonte e, superata questa fase di surriscaldamento, dovrebbero portare tutto il sistema in acque più sicure. Questo è il fondato auspicio di tutti.

(effepi)

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