Il pullman attraversa una Milano molto trafficata, come sempre avviene il sabato, poi, giunti in Largo Augusto a piedi verso la meta, moltissima gente. Piazza Duomo con molti eventi è un crogiuolo di umanità diverse poi, poco dopo l’angolo della spaziosa Via Torino, fra le via Spadari e Lupetta un breve slargo e al di là di un cancello ci accoglie la Chiesa di Santa Maria presso San Satiro, già oggetto di una relazione da parte di Alessandra Bassi presso la nostra sede (V. Bollettino n. 1 del 6 luglio).
Si passa dalla “febbre del sabato pomeriggio” alla tranquillità del luogo sacro.
La comitiva è accolta dalla dottoressa Alessandra Di Gennaro che guiderà i visitatori illustrando con grande maestria e accattivante dolcezza le bellezze di questo poco conosciuto gioiello milanese.
Entrando si ha l’impressione di trovarsi in uno spazio allungato da una profonda abside; è l’effetto della “prospettiva bramantesca” ideata per mancanza di spazio dovuta alla presenza di una strada allora molto importante, via Falcone.
L’effetto è straordinario e il tutto in realtà non è che profondo 97 centimetri ma la capacità del Bramante crea l’illusione di una grande profondità.
Sopra l’altare maggiore la miracolosa immagine del XIII secolo raffigurante la Madonna con Bambino e nella lunetta, verso la quale converge la finta prospettiva, un dipinto del Comerio a ricordo del miracolo avvenuto il 25 marzo 1242 quando Massazio da Vigonzone, avendo perso tutto al gioco colpì al collo con un coltello Gesù Bambino, raffigurato in braccio a sua Madre, sull’affresco posto all’esterno del Sacello. Dalla ferita sul muro prodigiosamente uscì sangue che fece convertire Massazio e suscitò la devozione mariana dei milanesi che costruirono la Chiesa di Santa Maria.
Nella zona absidale alcune nicchie le cui sommità ricordano la valva di una conchiglia, chiaro riferimento alla simbologia di verginità e fecondità, attributi riferiti a Maria.
Una particolare attenzione è stata dedicata all’antico Sacello di San Satiro alla sinistra del transetto.
Il Sacello, con quattro colonne marmoree di diverso materiale che fanno da base al tiburio ottagonale, ha sulla parete destra l’affresco della “Madonna col bambino” del Duecento e sopra l’altare un gruppo in cotto di Agostino De Fondulis rappresentante la “Pietà”, opera importante di questo artista nato probabilmente a Crema e poi trasferitosi a Padova. Nel 1483 viene chiamato a Milano, grazie alla sua fama già diffusa, per realizzare il gruppo in terracotta raffigurante il “Compianto sul Cristo morto”.
La visita è poi continuata nel battistero (prima era destinato a sacrestia) a pianta ottagonale. Nella fascia sopra i capitelli e le volte una sequenza di putti e busti virili in terracotta sempre del De Fondulis. Al centro il fonte battesimale cinquecentesco. Una visita molto gradevole che è stata “adornata” dalla piacevole esposizione della nostra guida che ha ricevuto un plauso generale. Al termine un breve spazio libero per il centro di Milano e poi di nuovo sull’autobus con direzione Canonica Lambro dove all’”Antico Ristorante Fossati” un’ottima cena, arricchita da un gradito risotto alla milanese, ha chiuso degnamente una giornata piacevolissima.
Alla prossima!











