Astronomia nel III Millennio
Molto attesa e quindi molto partecipata la prevista conviviale del 19 Febbraio 2013 con Andrea POSSENTI, trevigliese di nascita, astronomo e astrofisico, direttore dell’Osservatorio e divulgatore scientifico, oltre che scopritore di nuove PULSAR tra cui la famosa Pulsar Doppia, nel 2003, quella che gli hanno meritato l’ambito riconoscimento internazionale, Premio Cartesio 2005. Le sue collaborazioni spaziano sul nostro pianeta fino a Parkes in Australia, Green Bank e Arecibo negli USA, fino ad Atacama in Cile. Difficile riassumere una conferenza davvero intensa e piena di contenuti che giustamente è iniziata ricordando, agli attenti convenuti, un po’ di storia dell’astronomia. Dunque l’antichità di Stonehenge, Egitto, i Maya, il periodo d’oro di Galileo, Harriot e il cannocchiale. Un processo esponenziale che ha completamente rivoluzionato la nostra concezione dell’Universo. I primi osservatori del XVIII Secolo, da Greenwich a Bologna, la scoperta di fenomeni e di costellazioni prima sconosciute e tutte le nuove teorie, prima tra tutte, quella del sommo Newton. Così la comprensione del moto degli astri ha permesso di giungere al tempo presente, nel quale, con i telescopi robotizzati, siamo ormai in grado di seguire il moto di ogni singolo meteorite di una certa massa. Il tema dei meteoriti, di grande attualità per i recenti fenomeni accaduti, ha attirato l’interesse di tutti e reso ancora più interessante l’animazione che Possenti ci ha presentato e con la quale ci ha descritto come il calcolo matematico ed i computer riescano ormai a permettere il controllo di tutto quanto si muova nel cielo stellato come lo sciame di stelle cadenti fotografato nel 2001 in Australia ad Ayers Rock. Quasi 900 corpi celesti in movimento, più grandi di un chilometro, sono stati individuati e sono quotidianamente monitorati. Parlando della moderna astrofisica il relatore ha puntualizzato come sia ormai molto difficile operare nel nostro emisfero occidentale, stante la troppa luminosità artificiale presente, costituita dal cosiddetto inquinamento luminoso delle città; cosa che ha portato, ad esempio l’Italia ad affidarsi alle Isole Canarie a La Palma o gli Stati Uniti alle isole Hawai, col doppio telescopio di Mauna Kea o ancora al gigantesco apparato di Atacama in Cile che sta per essere messo a disposizione della Comunità Scientifica mondiale, alla quale l’Italia partecipa attivamente. Ovviamente si è parlato del telescopio spaziale Hubble col quale si sono fatti passi da gigante riuscendo a penetrare l’orbe universale fin quasi ai suoi confini. Parlare di miliardi di anni luce e di miliardi di miliardi di stelle è cosa normale tanto che nuovi termini e nuove unità di misura s’impongono al mondo scientifico per poter descrivere una realtà che è davvero immensa e che, questo è ormai dimostrato, costantemente é in espansione. Un capitolo a parte è stato aperto sulle osservazioni che esulano dal campo visivo umano e che interessano le onde radio e l’infrarosso, fino agli ultravioletti e ai raggi gamma, differenziati tra loro per la diversa lunghezza d’onda, la cosiddetta frequenza. A questo saranno dedicati i nuovi satelliti europei ISO, la installazione americana di Arecibo (300 metri di diametro) e il costruendo Sardinia Radio Telescope dell’INAF che presto entrerà in funzione a nord di Cagliari. Il futuro dunque avanza e già nel 2016 comincerà l’avventura del nuovo telescopio spaziale JWST (James Webb Space Telescope) frutto di una collaborazione planetaria per giungere a dare risposte del tipo: è possibile ipotizzare l’utilizzo dei corpi celesti in movimento per impiantarvi laboratori d’indagine fisica? Sarà possibile arrivare alla descrizione dei primi attimi della nascita dell’Universo? Sarà possibile individuare pianeti ove la vita possa sperare in condizioni favorevoli per svilupparsi? Tutte domande che richiedereanno investimenti di miliardi di dollari e del lavoro delle migliori menti scientifiche. A questo ci si deve preparare! Le numerose domande hanno stimolato chiarimenti ulteriori su un tema che, a detta del Presidente Pavoncelli, impegnerà l’Umanità, nel suo complesso, per tutto il secolo presente. Nel complesso una sorta di escursus piacevole e qualificato che, lungi dall’esaurire tutte le nostre curiosità a permesso di aggiornare le conoscenze di tutti almeno sui temi di generale comprensione. La chiusura della serata ha permesso al Presidente di ringraziare per la loro presenza sia Amanzio Possenti giornalista e genitore del relatore, che Antonio Leoni nostro co-fondatore che ha fatto anche da tramite indispensabile per la stessa organizzazione della serata. (effepi)






















