Ristorante “Antico Borgo La Muratella” Cologno al Serio

AUGURI DI PASQUA

 

 Martedì 15 aprile è stata la serata dello scambio di auguri pasquali per una Pasqua… alta o bassa, dipende da quale punto di osservazione la si vede, all’insegna della sorpresa.

Dopo la cena in un clima di armonia e allegria, presentato da Mimmo Giordano (che si è soffermato brevemente sul grande appeal del nostro Club ai quasi suoi primi 20 anni)! infatti l’incoming Dario Bertulazzi ci ha intrattenuto piacevolmente, ripercorrendo un classico della letteratura italiana, da sempre considerato un capolavoro assoluto. Tutti già si preparavano al giro in tutti i gironi danteschi con i brividi lungo la schiena, ed ecco che Dario ci sorprende con la scelta di un pezzo fortemente evocatore, il V canto dell’Inferno, non prima di aver sintetizzato il contesto in cui fu scritta la Divina Commedia (inizialmente solo Commedia, poi Boccaccio ci appiccicò Divina e così ai posteri…).

Dopo aver lasciato il Limbo accompagnato da Virgilio, Dante giunge all’ingresso della cerchia dei lussuriosi superando l’ostacolo di Minosse, dove i condannati sono vittime di una bufera infernale che li fa girare continuamente. E lì si vedean, in ‘buona’ compagnia, Semiramide, Cleopatra, Didone, Achille e altri., ma soprattutto il Poeta riconosce due persone particolari, Paolo e Francesca: lei della famiglia da Polenta di Ravenna, sposa per procura Gianciotto e s’innamora del fratello di lui, Paolo per l’appunto, che, scoperti, vengono fatti uccidere.

 

“Or incomincian le dolenti note a farmisi sentire; 

or son venuto

là dove molto pianto mi percuote.

… …

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

 

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

 

Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

… …

Mentre che l’uno spirto questo disse,

l’altro piangea; sì che di pietade

io venni men così com’io morisse.

 

E caddi come corpo morto cade”.

 

Applausi a gogò per la vibrante interpretazione, da far impallidir pure il Benigni…

Segue l’invito del Presidente a unirsi allo scambio di @auguri, non prima di aver chiamato il pluridecorato Giacomo Brignoli, per aver indovinato anche l’ultimo Dov’e’.

Buona Pasqua a tutti!

 

 

“… e quindi uscimmo a riveder le stelle” (Inferno)

“… pure disposto a salir le stelle” (Purgatorio)

“… l’amor che move il sol e le altre stelle” (Paradiso)

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