Ristorante “Antico Borgo La Muratella” Cologno al Serio
Bergamo la città di Papa Giovanni XXIII
Relatore: Mons. Giulio Dellavite, Segretario Generale della Curia di Bergamo
Martedì 3 febbraio alla Muratella abbiam assistito a una relazione magistrale, di Monsignor Giulio Dellavite*, Segretario generale della Curia di Bergamo su un tema a noi tutti caro “Bergamo, la città di Papa Giovanni XXIII, oggi San Giovanni XXIII. Presentato dal Vice-Presidente Alessandro Poli, Monsignor Giulio Dellavite ci ha tenuti letteralmente attaccati alle sedie nell’ascoltare alcuni particolari della storia del grande e amato Papa Roncalli, nostro conterraneo. Noi ricordiamo – commenta Monsignor Dellavite, Papa Giovanni soprattutto per i 4 anni e 7 mesi di Pontificato: una manciata di mesi che hanno avuto un enorme peso per la storia della Chiesa e del mondo. Se togliessimo anche solo gli ultimi 8 mesi del suo Pontificato non avremmo l’inaugurazione e la prima sessione del Concilio Vaticano II (11 ottobre e 8 dicembre 1962), la soluzione della crisi di Cuba (fine ottobre), l’enciclica “Pacem in Terris” (13 aprile 1963) e i due giorni e mezzo di agonia (1-3 giugno 1963) che commossero il mondo. Papa Giovanni viaggiò molto nella sua vita ma Bergamo era Bergamo, la Sua Bergamo. Ricevendo nel 1959 in udienza a Roma l’Arciconfraternita dei Bergamaschi, disse “Vi esorto a progredire sempre nella bontà, nella virtù, nella generosità, affinchè i Bergamaschi siano sempre degni di Bergamo”. Ma innumerevoli sono i ricordi… fin dalla più tenera età Angelo Giuseppe Roncalli aveva imparato come ogni bambino bergamasco a iniziare e chiudere le giornate con l’orazione “Vi adoro, mio Dio… vi ringrazio di avermi creato, redento, fatto cristiano….” A un certo punto, da adulto e da prete, aveva modificato questa preghiera tradizionale con un’aggiunta: “ Vi adoro, mio Dio, vi ringrazio per avermi creato, fatto cristiano, sacerdote e bergamasco”.
Scriveva ai familiari il 26 novembre 1930: “Da quando sono uscito di casa ho letto molti libri e imparato molte cose che voi non potevate insegnarmi. Ma quelle cose che ho appreso da voi sono ancora le più preziose e importanti e sorreggono e danno calore alle molte altre che appresi in seguito, in tanti tanti anni”. Da queste profonde radici peculiarmente bergamasche fiorisce la sua preferenza – mostrata al mondo da Papa – a guardare agli aspetti positivi più che a quelli negativi e a considerare nei rapporti con gli altri, ciò che unisce più ciò che divide. Segue un excursus del giovane Roncalli a Bergamo, Segretario del Vescovo Radini Tedeschi (1905-14), Docente in Seminario, collaboratore de L’Eco, Cappellano militare negli anni della I guerra mondiale, fondatore della Casa dello Studente in Città Alta… E poi a Roma nel 1921, accogliendo la decisione dei suoi superiori: parte con “Bergamo nel cuore”. Non solo porta Bergamo dentro di sé a Roma e nei Paesi del mondo dove viene inviato (Bulgaria, Turchia, Grecia, Francia), ma ha il coraggio di ‘bergamaschicizzare” la diplomazia vaticana.
Quando è delegato apostolico in Bulgaria e poi in Turchia per le note da inviare alla Segreteria di Stato Vaticana usa uno stratagemma geniale: onde evitare i rischi che gli scritti vengano ‘decriptati’ si mette a scrivere in dialetto bergamasco; in Segreteria di Stato un prete bergamasco li ritraduceva e i governi ostili ‘gabbati’…
Bergamo Papa Giovanni non ce l’aveva solo nel cuore e nella testa, ma anche nelle abitudini quotidiane. C’è un gesto, oggi ritenuto tipico del Papa, che pochi invece fanno risalire alla sua vera origine: l’angelus. Fu lui a inventarlo, ricollegandolo a un episodio di quando lui piccolo di 4 anni appena fu portato dalla mamma al Santuario della Madonna delle Càneve a Sotto il Monte, e non riuscendo a entrare per la troppa gente, la mamma lo sollevò e lo accostò a una delle finestre laterali della chiesetta. Così Papa Giovanni ha voluto, come aveva imparato a Bergamo, che la famiglia dell’umanità si fermasse a mezzogiorno per rivolgere una preghiera alla Madonna.. e così ha aperto quella finestra, ancora oggi una finestra aperta sul mondo…
Alcuni tratti della sua personalità e della sua santità che sono specificamente bergamaschi possono essere presi come sfida per noi oggi. Papa Giovanni amava ripetere che la vera sapienza è “semplificare, ridurre all’essenziale, ritmare la vita con poco, tornare al semplice, alla nuda verità dell’uomo e dei suoi meccanismi spirituali più semplici e profondi”. E uno sguardo fiducioso, ottimista, pieno di speranza sulle persone e sulle vicende. In piena guerra (11 febbraio 1918) scrive: “Non ho mai conosciuto un pessimista che abbia concluso qualcosa di bene. Noi siamo chiamati più a fare il bene che a distruggere, a edificare più che a demolire”. Come il famoso discorso alla luna rivolto a tutto il mondo (… al solo pensiero ci vengono i brividi!) nel giorno di apertura del Concilio (11 ottobre 1962) con la indimenticabile “carezza del Papa”, e il “Tantum aurora est”, “è appena l’aurora” , rivolto ai Vescovi di tutto il mondo radunati a S. Pietro. Anche per noi, oggi, mentre tutti parlano del buio della crisi, da buon bergamasco, ci dice “siamo solo all’alba”, c’è ancora buio ma è l’inizio di un nuovo giorno e non la malinconia di un tramonto tipico di tanti profeti di sventura.
Caràter de la rassa bergamasca:
fiàma de rar, sòta la sènder brasca.
Ma, pör in mèss a ù mond de barlafùs,
la ghà tant ‘òtre ròbe ch’i sberlùs.
E Papa Giovanni fa proprio “luccicare” la nostra Bergamo e rinvigorisce la brace che è nel carattere ma soprattutto nel cuore di Bergamo e dei bergamaschi, nativi e adottati.
Dopo un applauso fragoroso, seguono tantissime domande, della serie… e non se ne volevano andare…!
In anteprima assoluta, Monsignor Dellavite ci ha dato la notizia fresca fresca che don Alessandro Dordi, prete bergamasco ucciso in Perù nel 1991, diventerà beato della Chiesa Universale, dichiarato martire per decreto da Papa Bergoglio insieme al Cardinal Romero e a due preti polacchi.
*romanese di nascita, è stato ordinato Sacerdote nel 1996, studente a Roma dal 2000 al 2002, Officiale della Congregazione per i Vescovi dal 2002 al 2011, Cappellano di Sua Santità dal 2008, dal 2011 Segretario generale della Curia di Bergamo, addetto stampa della stessa Curia dal 2013. E’ anche Socio rotariano del Dalmine centenario.
floti












