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  • DIVAGAZIONI E PROVOCAZIONI LETTERARIE DAGLI “EXPO” DI TARDO OTTOCENTO – RISTORANTE “PALAZZO COLLEONI” CORTENUOVA MARTEDI’ 14 APRILE 2015

Ristorante  “Palazzo Colleoni” Cortenuova

 

Divagazioni e provocazioni letterarie

dagli “expo” di tardo ottocento

Relatrice: prof.ssa Matilde Dillon

 

Martedì 14 aprile la conviviale a Palazzo Colleoni è stata allietata da un menù coi fiocchi (dopo un variegato apertif, risotto con funghi porcini mantecato al parmigiano, costolette di agnello in crosta di pane al timo – sofficissime, semifreddo al torroncino con salsa al cioccolato & colomba – doppio slurp!). Salutati dal nostro Presidente Dario Bertulazzi, la serata ha avuto come tema principale un tuffo nella letteratura con gli “expo” di tardo ottocento, relatrice Professoressa Matilde Dillon, già titolare della Cattedra di Letteratura Italiana, Facoltà di Lingue, Università degli Studi di Bergamo.

La Professoressa introduce il tema attualissimo delle esposizioni universali, citando che recentemente una rivista “Nuova frontiera” vi ha dedicato un numero monografico, dove il tema Expo (“intreccio di arte, edilizia e prodotti”) è trattato da più punti di vista: dal brusio di una “cronaca” inaugurale del suo prototipo (Crystal Palace di Londra, 1851) all’analisi di una pièce di Squarzina sull’esposizione mancata, quella romana del 1942, passando per quella del 1989, quella della Tour Eiffel, dove l’Italia non partecipò (sotto Crispi). Lì, per la prima volta, Ravel e Debussy sentono le musiche orientali, grazie a quell’incrocio di culture e di popoli che contraddistingue gli expo. Vari gli snodi: il significato antropologico dei «rituali di rappresentazione» con l’esibizione di contesti differenti, ma da cui può anche scaturire un inatteso circuito d’arte (l’incontro di Artaud con le danze balinesi all’Expo di nuovo, parigina, del 1931); il ruolo che le Expo hanno avuto nella «storia della percezione» secondo la riflessione del filosofo Walter Benjamin; il caso dell’Expo newyorkese del 1939 al centro di un’indagine di significativo connubio di politica ed economia, ma anche avvio di un tempo nuovo della dimensione architettonica dell’Expo.

Questo excursus storico ha permesso di ricostruire il senso di un’esposizione che tra non molto entrerà nel vivo: la prima londinese attirò 6 milioni di visitatori, per quella italica speriam molti ma molti di più!! Evvai …

Dopo alcune domande da parte dei nostri soci e prima del suono della campana, il Presidente ha offerto un omaggio alla Professoressa, nostra graditissima ospite.

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