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  • Esempio di virtù e generosità: Giovan Battista Rubini. Ultimo appuntamento del Rotary Grand Tour

I grandi personaggi della storia si distinguono non soltanto per le imprese memorabili compiute in vita, ma soprattutto per l’eredità culturale, morale e artistica che sanno consegnare alle generazioni future. Tra i figli più illustri di Romano di Lombardia, brilla con luce propria il nome di Giovan Battista Rubini, universalmente riconosciuto come uno dei massimi interpreti del Belcanto, dei primi dell’Ottocento. In occasione dell’ultima serata dell’anno rotariano, abbiamo scelto di rendere omaggio a questa figura esemplare di talento, virtù e generosità, qualità che ogni rotariano è chiamato a coltivare nella propria azione quotidiana, al servizio della comunità. È stato un momento di riflessione intensa, volto a suggellare un anno trascorso insieme nel segno dell’impegno e dell’amicizia. Attraverso la storia di Rubini – e di sua moglie Adelaide Comelli, compagna sensibile e visionaria – abbiamo ripercorso il significato più profondo del nostro ruolo nella società: quello di contribuire, con responsabilità e dedizione, al bene collettivo. Dotato di una voce prodigiosa, Rubini seppe incantare le platee più prestigiose d’Europa, eppure, al fasto della fama seppe unire un’autentica sensibilità per i bisogni del prossimo.
Dalla vita ricevette molto, ma altrettanto restituì alla sua comunità, grazie anche alla lungimiranza di Adelaide, sua principale erede e instancabile promotrice del suo lascito. L’eredità di Rubini non fu mero patrimonio materiale: fu un autentico progetto sociale ante litteram, un modello embrionale di welfare territoriale attento agli ultimi, agli anziani, e soprattutto all’educazione dei più piccoli. Un’iniziativa straordinaria, rara per l’epoca, che rende Rubini un antesignano della moderna filantropia. Quella trascorsa non è stata soltanto una piacevole serata conviviale, ma una vera e propria testimonianza di come l’azione di un uomo e di una donna possa generare trasformazioni durature e profonde, nel solco di valori che ancora oggi guidano la missione rotariana. L’incontro è stato altresì un’occasione preziosa per rinnovare lo spirito di autentica amicizia che contraddistingue le nostre riunioni conviviali, creando legami tra soci e ospiti. La serata si è conclusa con una visita alla suggestiva Casa Museo Rubini, dove sono custoditi cimeli, spartiti, abiti, arredi e opere d’arte appartenuti al celebre tenore e alla sua consorte: un viaggio emozionante nel passato, ma con lo sguardo rivolto al futuro di un’istituzione tra le più rappresentative del nostro territorio.

Un grande grazie va al socio Luciano Dehò, nella sua veste di Presidente della Fondazione Rubini, per la generosa accoglienza; alla socia Gigliola Gamba, per l’impeccabile organizzazione del catering; al socio Pino Pisacane, per essersi occupato del comfort conviviale.

Un altro doveroso e sentito ringraziamento, a nome di tutto il Club, va ad Achille Piacentini, appassionato e competente conoscitore della figura di Rubini, e ad Alessandra Berteselli, Cinzia Canavesi, Serenella Bellini e Lucia Rocchiccioli per averci guidato – con dedizione e autorevolezza – alla scoperta della straordinaria storia di Giovan Battista Rubini e di Adelaide Comelli.

Un grazie di cuore, infine, a tutte le Socie e i Soci che, con la loro partecipazione attiva, hanno reso questo ultimo appuntamento del 2024-2025 memorabile e ricco di significato.

M.ko

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