Ristorante “La Conchiglia” Romano di Lombardia
I GIORNALI al TEMPO di INTERNET
Relatore: dr. Giorgio Gandola, Direttore de “L’Eco di Bergamo”
Martedì 13 gennaio, la prima conviviale dell’anno (a proposito BUON ANNO, fino al 31 gennaio siam ancora in tempo…) si è svolta presso il Ristorante La Conchiglia di Romano di Lombardia, accolti da un aperitivo superlativo (fa anche rima…) che ci ha fatto pregustar il resto delle proposte culinarie. Per i palati fini (come noi siam!!), risotto ai frutti del mare (un bijoux), involtini di pesce spada alla Messinese su carpaccio di pomodori (non plus ultra), semifreddo al pistacchio di Bronte d.o.p. e mousse di ricotta (settimo cielo!!), con ottimi vini…
Dopo cotanto splendore, l’attesa era tanta anche per la presenza tra noi di Giorgio Gandola*, giornalista e Direttore de L’Eco di Bergamo, il nostro giornale, la nostra storia… Presentato dal nostro Presidente Dario Bertulazzi, che ha ricordato la figura del concittadino (di Romano) rag. Francesco Galbiati, esponente di spicco del cattolicesimo sociale, cui il nostro giornale dedicò la prima pagina il giorno della morte avvenuta nel 1903.
Tema della serata “I giornali al tempo di internet”. Prende la parola Giorgio Gandola che prende spunto dal mondo della fotografia che alla sua nascita fece cambiar mestiere ai ritrattisti (hai modo di combattere con l’iperrealismo della fotografia! –ndr). Quando a fine ottocento arrivò l’energia elettrica a Londra, il business allora fiorente dell’olio combustibile subì un tracollo… Il web sta cambiando la vita nel mondo della comunicazione (da Gutenberg a … Zuckerberg): se guardiamo alle giovani generazioni per es., loro si tengono informati non tramite i giornali di carta, ma con internet e con la rete. Perché questo ‘appeal’?
Perchè il web è veloce, gratis, globale e liquido. Fino a qualche anno fa i giornalisti avevano 6-8 ore per verificare, soppesare, approfondire, valutare, ripensare, scrivere e pubblicare una notizia: adesso abbiamo circa 10-15 minuti prima che i concorrenti ci precedano… Ci sono rischi (rischio querela ad esempio) pur con gli indubbi vantaggi che il marchio di libertà d’informazione porta con se’…. La seconda dimensione è la gratuità: a parte il poter accedere alle informazioni di interesse senza pagare il dazio, è anche il fatto che tutti possono essere ‘giornalisti’ ‘postando’ sul web una notizia. A tal proposito vengono citate casi di bufale che la rete ha rilanciato e sono diventate false news, della serie il web è bello, è comodo ma è anche ingannevole… La notizia sul web arriva ovunque, ecco la terza caratteristica, quella della globalità: si nutre di facebook, twitter, istagram e via discorrendo… Praticamente il telefono senza fili planetario: vedi la vicenda del ragazzo pakistano che ha dato un buco all’America a proposito della cattura di Bin Laden nell’aprile del 2011… (galeotto fu twitter tra uno sperduto paese e la Casa Bianca – si potrebbe osar). Un altro aneddoto viene dal mondo dello sport con le dimissioni del ct della nazionale inglese, certo F. Capello, annunciate da un cinguettio prima ancora che la notizia fosse verificata, il tutto all’interno di una medesima redazione… brrrr! …
Liquidità: chi opera nel web è di fatto invisibile, non identificabile al 100%, persino dissimulando altre personalità o risultati di ricerche di opinione…
Insomma in questo periodo di grandi trasformazioni della politica e della comunicazione, una certezza importante deriva dal marchio e la credibilità che l’accompagna: per quanto concerne l’Eco, stiamo parlando di una diffusione di 50.000 copie in edizione cartacea, una media di 120.000 contatti al giorno sull’online, 140.000 abbonati alle newsletter. La credibilità fa la reputazione di un giornale: non è un caso che le notizie con il bollino blu vengono da giornali seri, con grandi maestri. Basti ricordare giornalisti del calibro di Indro Montanelli, Dino Buzzati e Monsignor Spada (Direttore dell’Eco per 51 anni!). ‘Piccolo’ particolare: Mons. Spada ancora negli anni ’50 varò ‘case in festa’ che occupa ancora le ultime due pagine del giornale dedicata ai lettori, compleanni, anniversari etc., e che altro non è che una versione su carta di … Facebook! Dalle parole alla fotografia: val bene una citazione la foto di Robert Capa (vedi) che immortalò lo sbarco in Sicilia nel ‘43: memorabilia! Il web ha rivoluzionato pure questo: nuovi orizzonti si affacciano… e i selfie pure: al Louvre non c’è più chi guarda la Gioconda, ma c’è chi le volta le spalle (che maleducati!) e ci fa il selfie con la Gioconda!
Il giornalista del giorno d’oggi deve unire alla competenza e al suo bagaglio professionale, imprescindibili, una buona padronanza delle tecnologie: notizie da pubblicare e idee originali da trasmettere al pubblico, cavalcando la modernità.
Così il giornale di carta non sparirà: sarà certamente più snello, con più approfondimenti, scritto meglio, con qualità. Sulla macchina per scrivere di Dino Buzzati c’era un foglietto di carta con lo scotch “racconta, non fare il furbo”. E Montanelli “dietro una notizia c’è sempre una faccia, dietro una faccia c’è sempre una storia; raccontami quella storia”. Mentre sulla testata del Washington Post sta scritto: “non risparmiare colpi a chi ti sta sopra, ma abbi cura di chi sta sotto”.
Il Direttore dell’Eco ha concluso il suo apprezzatissimo intervento, cogliendo la sfida tutta interna ai nostri tempi, di dare ai lettori, attraverso la carta stampata, i cinguettii, l’online ect. ect., un messaggio di speranza. A questo riguardo è importante che i giornalisti riescano, lavorando sul linguaggio, a trovare un altro punto di vista, come la storia del mendicante cieco che incontra sul Naviglio Alda Merini, e la poetessa all’atto di versare una moneta, si mette a scrivere sul cappello a terra del mendicante “Oggi è primavera e io non posso vederla”.
Un grande applauso e tante domande hanno testimoniato la peculiare attenzione a questo tema attualissimo e alle grandi doti di comunicatore del Direttore dell’Eco di Bergamo.
*giornalista, comasco, prima alla Provincia di Como, poi nel 1989 al Giornale, diretto da Indro Montanelli (in seguito con Vittorio Feltri e con Maurizio Belpietro) poi di nuovo alla Provincia di Como come Direttore, e dal 2011 alla guida de L’Eco.
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