Sono trascorsi 80 anni da quel lontano giorno del 1930 quando Umberto e Maria Josè di Savoia inaugurarono l’ospedale “Principessa di Piemonte” di Bergamo. Oggi la struttura dimostra tutti gli anni e pur ad un livello di eccellenza straordinario si è resa necessaria una nuova e più adeguata sistemazione. Questo il tema trattato nella tavola rotonda organizzata da 6 Clubs Orobici che si è svolta nella bella ed accogliente sede del “Kilometro Rosso”. Nell’insolita veste di moderatore il nostro Mimmo Giordano che con grande signorlità e maestria ha stimolato i relatori della serata: il dottor Carlo Bonometti, Direttore Generale, il dottor Claudio Sileo, Direttore Sanitario, il dottor Gianpietro Benigni, Direttore Amministrativo e il professor Tiziano Barbui, Direttore Scientifico della “Fondazione F.R.O.M.” (Fondazione Ricerca ospedale maggiore). Ha aperto il dibattito il dottor Bonometti ricordando dapprima i “numeri” dell’Ospedale attuale: 922 posti letto, 4.000 dipendenti, 56 primari, 38.000 ricoveri ordinari (106 al giorno), 290.000 giornate di degenza, 119 interventi chirurgici al giorno e 374 trapianti d’organo (nel 2009). Dati davvero importanti per un ospedale classificato tra i migliori in assoluto. Dopo il grande dibattito si è scelta la nuova allocazione (in località Trucca) e si è dato mandato per la progettazione di una struttura flessibile adattabile alle esigenze ed ai bisogni degli ammalati, quindi con grande attenzione alla persona. Vi sarà una vera e propria rivalutazione organizzativa: dai reparti alle aree per intensità di cura per tipologie affini. La nuova struttura che sarà intitolata al “Beato Papa Giovanni XXIII” comprende 7 torri per degenza, ambulatori e studi medici nonché una piastra servici per attività di Diagnostica, Prelievi, Radioterapia, Dialisi, ecc. al primo piano, più sopra il Day Hospital e le Sale Operatorie, poi l’area intensiva e subintensiva. Tenendo conto delle opere che realizzerà il Comune di Bergamo, si toccano i 450 milioni di euro. La struttura prevede, tra l’altro, 36 sale operatorie, 8 sale travaglio, 4.000 metri quadri di pronto soccorso e 6.300 metri quadri per la terapia intensiva. La tecnologia sarà ad un livello altissimo per dare veramente una risposta nuova. Ad oggi oltre il 99% del lavoro è stato fatto. E’ stata poi la volta del dottor Sileo, Direttore Sanitario, che ha parlato del trasferimento dall’attuale al nuovo. Vista la vicinanza delle due strutture sarà “facile” lo spostamento che coinvolgerà anche il Comune e la Polizia Locale per rendere più agevole il trasloco dal punto della viabilità. Dapprima saranno trasferite le attività amministrative e ambulatoriali. Poi i degenti, dopo aver ridotto il numero dei pazienti presenti (450/500). Anche il trasferimento dei degenti avrà delle priorità e per ultimo il pronto soccorso. Il tutto dovrebbe avvenire in 3/4 settimane. Il dottor Benigni ha parlato del ruolo degli amministrativi e del personale non sanitario, a volte un lavoro oscuro, ma bisogno tener presente che la qualità è anche nei servizi offerti al paziente. Una vera rivoluzione sarà offerta dal sistema di trasporti all’interno del nuovo ospedale, sia per quello pesante (biancheria, sterilizzazione, ecc.) che da quello leggero (campioni di sangue, materiale biologico, ecc.) con livelli di automazione di assoluta avanguardia. Per i servizi alberghieri è stato introdotta la figura dell’Operatore Alberghiero al fine di realizzare al meglio la distribuzione dei pasti ai degenti nonché la gestione e verifica di alimenti e attrezzature. Vi sarà poi, oltre alla mensa aziendale, un servizio di ristorante e bar per i parenti dei degenti. Novità anche nel campo dell’arredo e delle divise interne del personale. Il professor Barbui, Direttore Scientifico F.R.O.M. ha detto di come sia necessario costruire nuovi modelli per implementare la ricerca e monitorare la pratica clinica. La ricerca è testare un’ipotesi per poi, raggiunta una conclusione, contribuire alla conoscenza da generalizzare ai pazienti. La ricerca in questo caso va vista come ricerca no-profit perché non investe una ipotesi futura di ricavo ma solo un ampliamento della conoscenza scientifica. Attraverso un sistema computerizzato abbinato alle cartelle cliniche con raccolta di tutti i dati sarà possibile attuare una osservazione della pratica, confronto con gli standards, attivazione di interventi migliorativi attraverso un sistema di osservazione per valutarli, confrontarli e migliorarli. Una serata di grande interesse su un tema che riguarda una delle realtà più importanti della nostra Provincia che premia il lavoro di tanti operatori che oggi, pur in condizioni non del tutto ottimali, vista la vetustà dell’immobile, hanno portato il nostro Ospedale fra i migliori in assoluto.
Grazie per il loro lavoro, grazie per la bella serata.












