Palace Hotel Zingonia

A cena con Vittorio Feltri.
Interessante e imprevedibile la serata passata con il direttore di Libero, Vittorio Feltri.
Personaggio non certo scontato, il Direttore ha saputo discettare di politica, di attualità e di “valore bergamasco” con la sagacia, la schiettezza e la preparazione che lo contraddistinguono.
Feltri parla prima del suo lavoro: quello del giornalista. Lavoro che “sta scomparendo, perché nessuno più legge i giornali” afferma il nostro ospite, che inizia la sua chiacchierata denunciando la crisi intellettuale che affligge l’Italia (e non solo). I social network, i siti di gossip, le fake news, strumenti e media moderni che, invece di informare e generare opinioni, annichiliscono a tal punto che -prosegue Feltri- neppure in famiglia si riesce a costruire un dialogo. Capi chini sui telefoni cellulari e pollici ticchettanti sono ormai il quotidiano e lontani sono i giorni in cui le cene in famiglia erano significativi momenti di confronto.
Italiani disinformati e distratti dunque, in balia di una politica che, in questo periodo, stordisce a suon di latinismi (ius soli) e acronimi (MES meccanismo europeo di salvaguardia) pressoché incomprensibili ai più, utilizzati al solo scopo di spostare l’attenzione dai temi importanti. Un intercalare di accalorati appunti rivolti a chi gioca con le parole e a chi non riconosce il ruolo dell’Italia all’interno della Comunità Europea: “abbiamo pagato il doppio dei tedeschi e poi da quando siamo entrati nell’Euro abbiamo smesso di crescere” afferma il Direttore, che prosegue narrando delle qualità degli italiani e soprattutto di noi bergamaschi che, grazie alla nostra operosità, siamo stati risolutivi anche in occasioni di livello internazionale (EXPO 2015).
Conclude la serata un breve ciclo di domande alle quali Feltri risponde con il tono giocoso di quando si sta tra amici. Una tra le tante è stata: “Cosa ne pensa dell’imitazione che le dedica il comico Maurizio Crozza?”. Pronta la risposta: “Ma non è Crozza che imita me, sono io che imito lui”. Applauso, le foto di rito e ci concediamo. Grazie Direttore, alla prossima.

M.ko

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