La Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini
Relatore: Giuseppe Bonaldi,
Coordinatore Nazionale Protezione Civile ANA
N el 1976 uno spaventoso terremoto sconvolse il Friuli con morti e devastazione del territorio. Tra i molti volontari che accorsero per aiutare quelle popolazioni, molti furono gli alpini in congedo per dar man forte, con gli altri volontari, alle istituzioni impegnate in quel terribile cataclisma.
Si può dire che da questa esperienza, non ancora organizzata, nasce la volontà da parte dell’ANA di creare una attività organica di protezione civile avendo a disposizione e sperimentato sul campo competenze, esperienze, professionalità e soprattutto una grande volontà ed entusiasmo.
Per parlare della Protezione Civile dell’ANA è stato ospite della nostra conviviale l’ingegner Giuseppe Bonaldi, laureato in ingegneria civile, già ufficiale di complemento degli alpini e attuale coordinatore nazionale della Protezione Civile ANA.
Il relatore racconta dell’Associazione Nazionale Alpini, fondata nel 1919, degli oltre 4.000 gruppi alpini esistenti sul territorio nazionale, con oltre 380.000 soci, a Bergamo 240 gruppi e 80 con compiti di protezione civile.
In Italia i volontari attivi sono oltre 14.000 suddivisi in 4 raggruppamenti (Liguria con Piemonte e Val d’Aosta, Lombardia ed Emilia Romagna, Triveneto ed il quarto per il centro e sud Italia) che dispongono di magazzini con materiale d’emergenza, veicoli ed attrezzature adeguate al pronto intervento.
Il fiore all’occhiello è certamente rappresentato dall’ospedale da campo, depositato presso l’aeroporto di Orio al Serio, dotato di unità operatorie, radiologiche, cardiografiche, di analisi, con 13 tensostrutture di supporto. Esistono inoltre 113 unità cinofile e personale specializzato: alpinisti, subacquei, sanitari, squadre antiincendio boschivo.
L’ing. Bonaldi racconta poi delle due più recenti calamità nazionali: l’Abruzzo. Dopo un’ora dall’allerta le prime squadre cinofile sono già partite. Dopo poche ore numerosi alpini sono già sul posto e vi lavoreranno dal 6 aprile e fino al 31 dicembre 2009 su ben 8.500 turni.
Nel frattempo viene aperta la sottoscrizione tra i soci per la costruzione di 16 casette; l’entusiasmo è così grande che si raccolgono fondi per costruirne 33 e una chiesa, simbolo del sentimento religioso ma anche luogo di incontro della comunità.
La seconda e più recente calamità che ha ferito mortalmente la Liguria ha visto il pronto intervento di volontari (1.150)
con turni di 5/7 giorni che hanno sistemato asili, pulito fiumi, tagliati alberi che costituivano un pericolo con l’impegno di ritornare in primavera per realizzare alcuni progetti.
Ovunque la solidarietà e la soddisfazione da parte delle popolazioni soccorse.
Ma la protezione civile dell’ANA non viene chiamata solo per le calamità ma anche per scopi umanitari non legati ad esigenze di disastri naturali; un esempio è rappresentato dall’ospedale da campo utilizzato in Armenia ed in Albania, inoltre attraverso convenzioni collabora con Comuni, Provincie, Comunità Montane e Regioni oltre al collegamento con il Dipartimento di Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Un accenno è stato dedicato alle mitiche “Adunate Alpine” (la prima nel 1920 sul Monte Ortigara). Ancora vivo in tutti noi il ricordo di quella di Bergamo, un modo per rinsaldare lo spirito alpino ma anche di coinvolgimento delle popolazioni che ospitano la sfilata, la prossima a Bolzano e poi Piacenza. Nella ricorrenza dell’anniversario della guerra 1915-18 una delle sedi sarà sicuramente Trento e poi per una promessa fatta a quella città in occasione dei soccorsi post terremoto una grande manifestazione a L’Aquila non appena la città sarà agibile dal punto di vista logistico.
Il relatore ha poi parlato di una iniziativa degli Alpini chiamata “Una casa per Luca”, Luca Barisonzo, giovane soldato
di Gravellona Lomellina paralizzato a seguito delle ferite riportate in un attentato in Afghanistan a cui è stata costruita una casa domotica dotata di palestra e questo grazie alla sottoscrizione che ha raggiunto in breve la cifra necessaria coinvolgendo privati, banche e società.
E’ stato ricordato come ogni Sezione ANA ha nel proprio bilancio una somma da destinare ad attività sociali ed umanitarie, solitamente raccolta durante sagre, manifestazioni o sottoscrizioni.
Il cuore grande e generoso degli Alpini, che già conoscevamo, è stato raccontato in questa serata sottolineando non solo l’attività di volontariato ma anche una grande organizzazione di eccellente livello.
Non ci resta che dire, insieme alle tante popolazioni aiutate, GRAZIE ALPINI!
dibi







