• Home
  • Eventi Passati
  • ROTARY E CHIESA CATTOLICA – 4 DICEMBRE, RISTORANTE ” LA MURATELLA”

Ristorante “Antico Borgo La Muratella” Cologno al Serio

Interclub con RC Treviglio P.B., Dalmine e Sarnico Valle Cavallina

  

Sinergie e valori comuni

tra Rotary e Chiesa Cattolica 

Relatore: Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo

1) Fortemente voluta la conviviale del 4 dicembre 2012 ha raggiunto il suo scopo: dimostrare che la Chiesa e il Rotary non possono che essere vicini nel servire e compagni di viaggio quando si lavora per i disagiati e per categorie deboli. Eppure non é stato sempre così. Grazie a persone illuminate, come lo fu Papa Paolo VI, i pregiudizi e le preclusioni dei primi anni sono state superate.

Conviviali come quella che si é tenuta a La Muratella sono rare, ma l’obiettivo era sicuro.

Come dice il nostro Presidente, il giapponese Tanaka, servire nel mondo porta alla pace, anche tra chi lavora insieme. Quanti dei 150 mila Service annuali il Rotary li condivide con le iniziative dei religiosi nel mondo? Tantissimi. In terra di missione, dove autentici eroi, religiosi e laici, operano ogni giorno, le due entità organizzative sono spesso collegate tra loro.

Dopo la introduzione del Presidente Pavoncelli che ha doverosamente ricordato i numeri basilari del Rotary e della sua storia, quelli più importanti; e il saluto dei Presidenti del Treviglio Moroni (il quale si è soffermato sulla Polio Plus, fiore all’occhiello dei rotariani della Pianura Bergamasca), del Sarnico Galizzi e del Dalmine Elzi; quest’ultimo ha presentato l’oratore ai convenuti.

Sua Eccellenza, nel suo intervento, ha rimarcato il principio secondo cui bisogna fare il bene e farlo bene.

Aiutare conoscendo i veri bisogni é essenziale. Così ha ricordato come le multidisciplinarietà insite nella compagine del Rotary aiutano a centrare gli obiettivi e ad evitare di compiere errori che, pur se non voluti, vanificano i risultati di qualsiasi progetto, bello ma improduttivo nella sostanza.

Per questo ha ricordato un aneddoto personale legato alla consegna di una sedia a rotelle per una donna lebbrosa africana la quale molto contenta di essere al centro di tanta attenzione, evidentemente non sollecitata, non ha potuto utilizzare quel bel regalo piovutole dal cielo, perché le condizioni del suo spazio vitale non le avrebbero mai permesso che di percorrere neanche pochi metri col nuovo, luccicante mezzo. Senza i percorsi predisposti alla bisogna e senza modifiche alle ruote della sedia, girare per il suo villaggio sfortunato, le sarebbe stato impossibile. Ad ogni tratto incagli e difficoltà insormontabili. Dunque al valore dell’aiuto, alla capacità organizzativa di chi si é impegnato é mancato, in quel caso, uno studio preliminare del bisogno e delle vere condizioni del luogo.

Quando il Rotary interviene, per sua costituzione, coinvolge sempre operatori e professionisti del luogo, lo fa perché è naturale il farlo, ma anche perché il contatto con i rotariani locali è d’obbligo ed è previsto da ogni progetto, sempre e con quella professionalità che é il vero dono che ci si aspetta dai soci rotariani. Se ci si pensa é il vero obiettivo del sodalizio. Ogni professionista dà qualcosa di sé e soprattutto del suo tempo e delle sue capacità, agli altri.

Un riconoscimento, quello del Vescovo, che arriva non a caso. Sono molti infatti gli interventi che il Rotary ha in corso, anche in questi anni, che coinvolgono la chiesa locale, là dove si opera. Soprattutto quando i club e i loro rappresentanti vogliono che il progetto abbia un seguito oltre l’anno o due entro i quali si attua. La Chiesa guarda giustamente ai frutti lontani, i rotariani non possono che occuparsi delle realizzazioni immediate; ma insieme riescono a fare grandi cose. La rotazione dell’agire, si combina con la visione temporalmente estesa e così il mondo cambia, lentamente, ma con profitto.

Tornando al regalo per la donna del lebbrosario non bisogna dimenticare che il bene é comunque arrivato. La sperimentazione del nuovo mezzo quantomeno avrà influito sulle conoscenze e sulle sensibilità di quella gente aiutandola ad evolversi in positivo.

La notizia di almeno due immediate piccole sinergie tra Chiesa e Rotary, costituite dall’imminente Concerto di Natale in Duomo a Milano e dalla visita del Presidente Internazionale dal Papa, che si sarebbe tenuto il giorno dopo a Roma, é iniziata la cena conviviale.

Mons. Francesco Beschi si é poi dedicato al colloquio diretto, tra i singoli tavoli, nessuno escluso, con tutti i presenti, ai quali non ha fatto mancare nessuna delle risposte alle domande che gli sono state poste. La presenza di ben 22 tavoli ha richiesto davvero al relatore tutto il tempo succeduto al primo piatto e fino al caffè.

La chiusura della serata ha visto la tradizionale presentazione dei prossimi impegni dei club presenti e la consegna di alcune pubblicazioni rotariane e dei quattro gagliardetti dei club presenti all’illustre ospite.

Il tradizionale rintocco della campana ha segnato la fine della serata.

(effepi)

2) Si è svolta martedì 4 dicembre, con una grande partecipazione di soci e ospiti, la conviviale Interclub con R.C. di Dalmine C.- Sarnico V.C. – Treviglio P.B., alla presenza del Vescovo di Bergamo S. E. Mons. Francesco Beschi.

Dopo la presentazione della serata da parte del Presidente R.C. di Romano di Lombardia, Francesco Pavoncelli, e il saluto dell’Assistente del Governatore Pietro Giannini e dei Presidenti dei Club presenti, Adriano Galizzi, Sergio Moroni e Federico Friedel Elzi, con la partecipazione delle Autorità locali (Sindaci e Amministratori, Rappresentanti delle Forze dell’Ordine) Mons. Beschi ha preso la parola sul tema: “Sinergie e valori comuni tra Rotary e Chiesa Cattolica “.

Nel suo apprezzatissimo intervento, sono stati toccati con sapiente incisività, i valori di riferimento cui si ispirano la Chiesa Cattolica e il Rotary, nei rispettivi ruoli e ambiti di servizio. A partire da una personale esperienza in terra d’Africa, Mons. Beschi ha portato l’attenzione sul significato profondo del ‘service’, e come proprio la storia del Rotary si connoti in modo peculiare per l’intelligenza del servizio, e come ciò possa essere mutuato anche in altri contesti. Il contesto, gli obiettivi e i metodi rendono pertanto significativo e senz’altro produttivo lo sforzo di realizzare interventi a favore della crescita e del benessere delle persone a cui si rivolgono.

Mons. Beschi ha anche esortato, con la forza dell’argomentazione, a unire l’intelligenza del servizio all’attenzione costante alla persona come persona, che è sempre infinitamente ‘altro’ dall’esperienza specifica che sta vivendo, in particolare nel momento che viene incontrata in condizioni di bisogno. Il valore della persona in se’ si accompagna a una presa di consapevolezza identitaria che esalta la mission di una associazione, di un gruppo, di una comunità, spingendoli a livelli sempre più alti di compartecipazione.

Il Vescovo di Bergamo, alla conclusione del suo intervento e durante la cena conviviale ha voluto essere presente tra i numerosi tavoli per portare il suo saluto personale e dialogare con i numerosi soci e ospiti partecipanti.

La serata si è conclusa con un rinnovato impulso a trovare tutte le possibili sinergie per dare pieno compimento alla mission del Rotary International e ai progetti che maggiormente lo caratterizzano, a partire dal Polioplus all’EndpolioNow.

Floti

Eventi Passati