Martedì 5 aprile – Palazzo Colleoni, Cortenuova
“ VICENDE DI UN RAGAZZO AI MONDIALI DI CALCIO”
RELATORE: Giuseppe Bergomi*,
ex calciatore e capitano dell’Inter e della Nazionale Italiana
Tornando a Palazzo Colleoni, dopo l’intermezzo in Città Alta alla Biblioteca “A. Mai”, siamo accolti da una atmosfera insolita, infatti all’ingresso del Palazzo aleggiano leggere le note musicali di sonate medioevali; nella sala a piano terreno, a fianco del grande camino, sono posizionati cinque giovani allievi della scuola musicale che frequentano i corsi preaccademici, accompagnati del Maestro Luigi Moriggi che è stato nostro ospite alcune settimane fa. Mantenendo fede alla promessa che avrebbe portato al club una rappresentanza di studenti degli ultimi anni del corso, questa sera ci ha fatto la sorpresa, molto gradita, della esecuzione di brani di musica medievale da parte di un quintetto composto da: Giorgia De amici, Riccardo Moleri, Gessica Forlanelli, Viola Colpani, Flavia Gentilini.
La musica questa sera ha accolto i nostri ospiti, primo tra i quali il Governatore del Distretto 20142, Gilberto Dondè che ha voluto essere presente al club per trascorrere una serata in amicizia con i soci e per i motivi che andrà a sottolineare durante il suo intervento; insieme al Governatore anche l’ADG per il gruppo Orobico 2 ed amico del club, Sergio Moroni. Particolarmente gradita è anche la presenza questa sera del socio Maurizio Edossi e della signora Mariella.
La serata si preannuncia fin dall’inizio interessante e gradevole tenuto conto anche del relatore, tra i primi ad arrivare, assolutamente noto ai meno giovani, che hanno esultato alle sue gesta sportive, ma anche ai giovani che lo apprezzano nella sua attuale veste di cronista sportivo, è infatti presente tra noi l’ex calciatore dell’Inter di Milano e della Nazionale Italiana di calcio Beppe Bergomi. La presenza al club questa sera è particolarmente numerosa, questo è un altro elemento che sottolinea la positività della serata.
La conversazione nel pre-relazione è tanto frizzante quanto le bollicine nei flut di prosecco. Richiamati all’ordine dal perentorio Prefetto Marcello Quadri, saliamo alle sale superiori per la riunione vera e propria, il cui inizio è segnato come sempre dal suono della campana e dagli inni. Dopo i saluti del Presidente Diego Finazzi che introduce la serata anticipandone i temi non solo sportivi, ma legati anche alla attività di volontariato dello “Zio” Bergomi, la parola viene ceduta al Governatore Dondè per l’indirizzo di saluto.
Gilberto prendendo spunto dalla introduzione di Diego, sottolinea come lo spirito rotariano che ha al centro il socio, che rende disponibile la sua professionalità, possa emergere in tutte le discipline, in particolare anche quella sportiva: quando l’atleta possiede valori etici e umanitari importanti, allora i personaggi noti, possono essere un esempio per i più e soprattutto per le giovani generazioni. I valori di lealtà, passione, umiltà, determinazione e impegno sono fondamentali per lo svolgimento di qualsiasi professione, soprattutto in un mondo come quello del calcio professionistico, dove ci si potrebbe anche perdere. Per questo considera il tema della serata come argomento dalle marcate connotazioni rotariane, così che tutto possa essere letto nel segno del motto del Presidente Internazionale che ci invita ad essere “dono nel mondo”.
Il Governatore ricorda poi il “Giubileo Rotariano” che si terrà a Roma il 30 aprile 2016, con un calendario ricco di eventi e che richiama a Roma il popolo rotariano nel mondo, occasione alla quale i Rotary Club italiani non possono mancare; ma ancora richiama il piacere di essere presente nei club non solo per la visita ufficiale ma anche in occasioni come questa semplicemente per conversare con i soci e gli intervenuti.
Il Presidente Diego Finazzi ricorda poi i prossimi appuntamenti, primo dei quali sarà lunedì 18 aprile a Grumello in Interclub con il Gruppo Orobico 2 per la serata con don Fausto Resmini, ma anche il sostegno organizzativo che il club sta dando per l’Organizzazione di: “Vuoi una torta”, domenica 8 maggio in piazza Roma a Romano di Lombardia; evento organizzato da un gruppo di donne e mamme volto all’acquisto di un defribrillatore da collocare proprio in piazza a Romano.
Viene poi presentato il nostro relatore “Zio” Beppe Bergomi che prende la parola.
Beppe parte proprio dall’esperienza dei “Bindun”: un gruppo di amici nato quasi per caso nel 1983 e da allora impegnato per regalare un sorriso a chi dalla vita ha ricevuto poco. “Noi, quelli dei Bindun, un giorno abbiamo voluto dare un senso diverso alla nostra vita, perchè non ci bastava più essere girovaghi (Bindun in milanese), ma volevamo costruire qualcosa”. Così dice oggi Beppe Bergomi che con Beppe Baresi e Riccardo Ferri e il compianto Enrico Cucchi, calciatore dell’Inter scomparso nel marzo 1996, sono i primi Bindun. La scintilla è scoccata un giorno del 1983 da Romano Parnigoni; lui quell’idea l’aveva in testa già da tempo, interista, amico di Sandro Mazzola, operaio alla Aermacchi, ma soprattutto volontario per scelta. Venimmo a sapere che Alessandro, un bambino di Milano, aveva bisogno di aiuto per sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico. Così nacquero i Bindun … e per Alessandro ci fu il debutto del gruppo. A quella serata sono seguiti migliaia di appuntamenti con un’agenda sempre più fitta e in 21 anni, con grande impegno e senza clamore, I Bindun hanno sostenuto importanti iniziative benefiche. : “Perchè solidarietà non è solo raccogliere fondi – spiega Bergomi – ma un impegno personale visto che c’è bisogno di contatto umano. Per tutti la miglior terapia è quella di esserci. E alla fine siamo noi a dover ringraziare, sempre, di avere la possibilità di dare un piccolo aiuto.”
Aiutare chi ha bisogno, non farlo sentire solo e permettergli una vita dignitosa, nel pieno rispetto della sua persona e del suo problema: questo è l’obiettivo principale de “i Bindun”.
Sono state realizzate ben sette case alloggio in collaborazione con Agorà ‘97.
La prima fu la “Casa di Enrico” che accoglie in regime residenziale 10 persone adulte che presentano un deficit intellettivo medio-lieve. Casa Enrico intende ricreare un contesto di vita il più possibile vicino a quello famigliare, caratterizzato dai normali aspetti della quotidianità e contraddistinto da una relazione accogliente e partecipata. Riconoscendo l’unicità della persona, l’équipe educativa elabora un programma specifico che tenga conto delle capacità personali, delle risorse e degli obiettivi che si vogliono e si possono raggiungere. Nel 2009 la Comunità è stata accreditata in Regione Lombardia come Comunità Socio Sanitaria.
L’ultima la “Casa di Gabri”: la Comunità nasce per accogliere i minori con patologie neonatali complesse in una “casa”, una volta dimessi dall’Ospedale, qualora la famiglia non sia presente o in grado di gestire i bisogni del bambino al domicilio.
Da allora il gruppo è cresciuto, sempre più coinvolto e coinvolgente. In più di venti anni, di strada i Bindun ne hanno macinata tanta, spesso e volentieri in silenzio, senza tanta pubblicità e clamore perché l’importante è far capire alla gente che le persone in difficoltà devono vivere come i più fortunati, senza barriere, soprattutto quelle dei pregiudizi.
Ora le case alloggio sono sette: comunità educative per minori, strutture socio-assistenziali per adulti con deficit intellettivi, strutture residenziali di tipo terapeutico-riabilitativo per adulti sono tra gli obiettivi realizzati dai Bindun. Tali strutture hanno la caratteristica di essere tutte in ambienti estremamente tranquilli, sereni, esteticamente funzionali e piacevoli. Giardini, sale gioco, aree rilassanti e ampi spazi: le case realizzate sono tutte isole felici per una vera accoglienza, che faccia sentire le persone e i bambini in famiglia, in un luogo assolutamente stimolante e caldo.
I temi sportivi, legati alla carriera di Bergomi, non sono naturalmente mancati a partire dagli esordi e dall’esperienza azzurra ai mondiali del 1982, ma sempre legati ad aspetti relazionali ed educativi: valori che Beppe ha avuto come compagni di vita fin dagli esordi, trasmessi, tra gli altri anche da Enzo Bearzot, allenatore della Nazionale Italiana ai mondiali del 1982. Beppe ricorda l’occasione in cui esultò per avere messo a segno il gol del 5 a 1 in una partita e di essere stato ripreso da mister Bearzot per la mancanza di rispetto nei confronti dei giocatori avversari condannati alla retrocessione. Questi sono insegnamenti che non ho mai dimenticato e che cerco di trasmettere in ogni occasione sportiva e non. La descrizione delle emozioni che hanno accompagnato il nostro relatore non sono mancate, come alla prima convocazione in Nazionale e per l’esperienza dei mondiali spagnoli quando appena diciottenne venne chiamato a sostituire un compagno infortunato nella impegnativa sfida dei quarti contro il Brasile. Il senso di appartenenza ad un gruppo, l’amicizia ed i rapporti che si instaurano, la fiducia che il ragazzino si sente attribuita e che gli permette di contribuire positivamente al successo dell’iniziativa fanno parte del racconto di Beppe; entrare in punta di piedi, ascoltare e imparare è stata l’arma vincente nella carriera di Bergomi, e allora succede che l’intervento del capitano magari fa cambiare idea all’allenatore e ti capita di giocare anche la semi–finale dei mondiali. Se poi ti capita di giocare anche la finale ed essere chiamato a controllare un campionissimo come il tedesco Karl Heinz Rummenigge e questa finale la vinci allora sei un predestinato. Tanti sono le circostanze e gli aneddoti che ci sono stati raccontati, ma da tutti è emerso come i valori che hanno costruito l’atleta Bergomi, ma in particolare l’uomo, sono i valori della lealtà, passione, umiltà, determinazione e impegno: valori tutti che necessariamente occorre valorizzare per avere successo nel mondo sportivo ma soprattutto nella vita.
Numerose sono state le domande legate alla attualità sportiva, partendo dal valore della Nazionale Italiana che si appresta a disputare i campionati Europei con la presenza di numerosi calciatori oriundi o presunti tali, alla opinione sull’attuale Commissario Tecnico Antonio Conte, ma anche circa l’incidenza dei procuratori nel mondo del calcio: Bergomi non si è sottratto riportando il suo parere questa volta di inviato sportivo, la sua attuale attività.
La serata si conclude con i ringraziamenti del Presidente Diego Finazzi al relatore Beppe Bergomi e agli amici Carminati Fabrizio e Carminati Simone per la disponibilità dimostrata; a tutti un ricordo della presenza.
Un particolare ringraziamento a Sergio Moroni e al Governatore Gilberto Dondè per la loro presenza e la vicinanza al club. Il suono della campana augura a tutti un buon rientro.
dieffe
* Giuseppe Raffaele Bergomi, detto Beppe (Milano, 22 dicembre1963), è unallenatore di calcio ed ex calciatoreitaliano, di ruolo difensore, opinionista per Sky Sport.Campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1982.
Considerato uno dei migliori difensori nella storia del calcio italiano, nel corso della sua carriera professionistica ha sempre militato nell’Inter, squadra della quale è stato capitanodal 1992 al 1999. Tra il 1982 e il 1998 ha collezionato 81 presenze nella Nazionale italiana(della quale è stato capitano dal 1988 al 1991), con cui ha preso parte a quattro campionati del mondo, compreso quello vinto nel 1982, e ad un campionato d’Europa.
Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, lista dei più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni per il centenario della federazione. È il giocatore con più presenze (96) all’attivo in Coppa UEFA/Europa League.
All’inizio della carriera, nonostante la giovane età (18 anni), fu soprannominato Lo Zio daGianpiero Marini, per via dell’aria matura conferitagli dai baffi che portava.
Nel 1978-79, a 16 anni entra a far parte del settore giovanile dell’Inter. Nella stagione 1979-1980 fa il suo esordio assoluto con la prima squadra, il 30 gennaio 1980, durante la partitaInter–Juventus (0-0) in Coppa Italia. La sua ultima partita disputata è Inter-Bologna 3-1 il 23 maggio 1999, nell’ultima giornata di campionato.
Con l’Inter, Bergomi ha giocato in tutto 756 partite (28 reti), di cui 519 in Serie A (23 reti), 117 nelle coppe europee e 119 in Coppa Italia (5 reti) e 1 nella Supercoppa Italiana. Nella classifica dei giocatori con maggiori presenze con la maglia dell’Inter, Bergomi è secondo, preceduto solo dall’argentino Javier Zanetti, precedendo Giacinto Facchetti, Sandro Mazzola e Beppe Baresi.
Esordisce in Nazionale a 18 anni, il 14 aprile 1982, nella partita amichevole contro laGermania Est, gara che lo rende il più giovane esordiente della storia della Nazionale. Il commissario tecnico Bearzot lo convoca quindi per il Mondiale 1982, dove viene impiegato per la prima volta nella sfida contro il Brasile, subentrando alla fine del primo tempo all’infortunato Collovati. Con il compito di marcare il centravanti Serginho, Nella semifinale contro la Polonia non avrebbe dovuto giocare: «”Schierano una sola punta, a questo giro vai in panchina”, il pensiero di Bearzot. Solo che poco dopo arriva Zoff e gli fa cambiare idea. Quando Antognoni dimostra di non potercela fare per la finale, Bearzot decide di schierare nuovamente titolare Bergomi contro la Germania Ovest. Nel corso della finale, vinta dagli azzurri per 3-1, il diciottenne milanese marca efficacemente l’attaccante tedesco Karl-Heinz Rummenigge ed è protagonista dell’azione del gol di Tardelli per il momentaneo 2-0 italiano. Al triplice fischio dell’arbitro Coelho, Bergomi diventaCampione del mondo, diventando il secondo giocatore più giovane a fregiarsi di questo titolo dopo Pelé (che lo conquistò a 17 anni e 244 giorni).
Allenatore
Nel febbraio 2008 è diventato l’allenatore degli esordienti dell’Inter. Nel 2008-2009 allena l’Accademia Internazionale, con la quale vince anche il Campionato Allievi Dilettanti. Nel corso della stagione 2009–2010 allena gli Allievi del Monza e nella stagione2010–2011 i Berretti.
Il 7 luglio 2011 assume la guida tecnica della squadra Berretti dell’Atalanta; con gli orobici arriva fino alla finale del campionato perdendo con l’Inter di Sergio Zanetti, sia la gara d’andata per 3-0, che quella di ritorno per 3-4. Nella stagione 2012-2013 vince il Campionato Berretti con l’Atalanta battendo in finale proprio l’Inter con un risultato complessivo di 4-2 (1-0 per i milanesi all’andata e 4-1 esterno dell’Atalanta nella partita di ritorno). Il 25 luglio 2013 assume la guida tecnica della Berretti del Como. Mantiene l’incarico sino al 10 luglio 2014.


























