Ristorante “Antico Borgo La Muratella” Cologno al Serio

Malattie in via di eradicazione

Relatore: il socio Francesco Locati

Martedì 9 aprile 2013 ha preso la parola il nostro socio, Francesco Locati*, che ha presentato un excursus sulle malattie infettive e la loro possibilità di essere eradicate. Proprio ‘eradicate’, cioè scomparse dalla faccia della terra tanto che non sono più necessarie forme di controllo, attraverso vaccinazioni obbligatorie, disinfestazioni e via discorrendo. .. Partire da un recente articolo scientifico comparso lo scorso mese di gennaio su una prestigiosa rivista medica internazionale, the New England Journal of Medicine 2013;36854-63, è stata l’occasione per aggiornare la situazione di una campagna di vaccinazione di massa, come quella contro la poliomielite, causata dal poliovirus, che ha nel Rotary International una solidissima base e un contributo straordinario per la sua prossima eradicazione. Nel 1988 ebbe inizio su scala mondiale quella campagna che prese avvio proprio al Rotary di Treviglio con l’ineffabile Sergio Mulitsch… con l’obiettivo di interrompere la trasmissione di questo virus, non solo in limitate aree geografiche (= eliminazione) ma appunto da tutta la faccia della terra (= eradicazione), come qualche anno prima era successo al vaiolo (1977). Non è una corsa in solitaria: tra le eradicabili ci sono la dracunculiasi, la filariasi, l’oncocerchiasi, il morbillo. Altre malattie difficilmente rientrano in questa possibilità o perché il serbatoio dell’infezione non è solo umana (ad es. il tetano perché le sue spore si trovano nel terreno, la peste nei roditori) o perché esiste lo stato di portatore cronico (ad es. epatite B, infezione da HIV) o la indisponibilità di un vaccino efficace (ad es. infezione da HIV): in questi casi è davvero difficile. E allora gli sforzi dei sistemi sanitari vanno orientati a altre misure efficaci di controllo.

Serbatoio solo umano, contagiosità breve, vaccino efficace e di facile impiego, d’accordo, depongono per la fattibilità scientifica di una lotta come quella contro la poliomielite e è altrettanto vero che senza una volontà politica e la mobilitazione delle popolazioni gli sforzi sono vani. Nella verità dei fatti Polioplus, sotto l’egida dell’OMS, Unicef, R.I., CDC di Atlanta, Bill e Melinda Gates Foundation et al., ha potuto raggiungere quei risultati che sono ora sotto gli occhi di tutti: il 21 giugno 2002 a Copenhagen la Regione Europea veniva dichiarata libera da polio, pochi anni prima lo erano diventati le Americhe (1991) e il Pacifico (1997). Naturalmente senza l’ingegno di due virologi, Sabin e Salk, che testarono e verificarono l’efficacia dei due vaccini antipolio che hanno preso il loro nome, ancora oggi in queste regioni il virus circolerebbe indisturbato. Le caratteristiche dei vaccini tutt’oggi usati sono differenti: l’OPV è un vaccino a virus vivo attenuato che è somministrato per bocca (Sabin) e impiegato nelle campagne di massa perché da’ un’immunità che si propaga alla comunità, l’IPV è un vaccino a virus inattivato (Salk) e è impiegato nelle vaccinazioni obbligatorie nei paesi liberi da polio, conferendo una immunità cosiddetta individuale.

Le immagini storiche e attuali dell’atto della vaccinazione (v. figure) hanno tutte più di un denominatore comune (non so se è ‘matematicamente’ corretto, ndr): la dimensione collettiva dell’evento e la costante presenza di persone che assistono (testimoni) e che sembrano nutrire svariate sensazioni (anche il sospetto di possibili danni o di efficacia dubbia). Certo è che la sorveglianza è un fattore cruciale perché ogni campagna sortisca gli effetti desiderati. E gli effetti della campagna PolioPlus, ora denominata EndPolioNow, hanno avuto risultati altalenanti nell’ultimo quinquennio, soprattutto per l’incidenza nella aree ancora endemiche di condizioni socio-politiche poco favorevoli al dispiegarsi degli sforzi, soprattutto per l’acuirsi di conflitti in paesi come la Nigeria, l’Afghanistan e il Pakistan: anche il verificarsi di attentati ai volontari hanno aggiunto difficoltà e questo ha concorso al rallentamento nel conseguire l’obietttivo di zero casi di poliomielite in questi 3 paesi.

Nella Tabella viene presentato il quadro dei casi nel primo trimestre 2013 rispetto allo stesso periodo e al totale dei casi del 2012, dati consultabili sul sitowww.polioeradication.org.

Anche in termini di costi sostenuti per la campagna mondiale contro la poliomielite, 9.5 miliardi di dollari, con all’incirca 1.2 miliardi dovuti all’impegno di R.I., emerge in tutta evidenza ancora il peso delle organizzazioni e delle donazioni nel finanziare un intervento di prevenzione primaria di proporzioni planetarie.

Peraltro la recente campagna sostenuta da R.I. per lo spot pubblicitario più lungo del mondo, “this close” o “basta così poco”, raffigurata nel filmato che ha chiuso la relazionewww.youtube.com/watch?v=trPE6N6VcQ4), sta a significare quanto sia importante il contributo di ognuno in questa fase in cui si è così vicini a… all’eradicazione della seconda malattia da faccia della terra, senza più bisogno di vaccinare né di organizzare misure di controllo… dopo il vaiolo.

                                                                                                                                                   (floti)

Presentazione slide:

eradicaz malattie.figure

 *Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano, dove ha conseguito le specialità in Dermatologia e Venereologia, Farmacologia Clinica, Igiene e Medicina Preventiva. Ha iniziato a lavorare presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo (ora Papa Giovanni XXIII), per poi passare al Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco e Romano di Lombardia e infine all’ASL di Milano. Autore di 156 pubblicazioni edite a stampa, attualmente riveste l’incarico di Direttore Sociale dell’ASL della Provincia di Bergamo, dal febbraio 2011.

**si può far parte dello spot pubblicitario più grande del mondo, andando sul sito www.endpolionow.org/it e seguire le indicazioni, unendosi a Bill Gates, Jackie Chan, Amanda Peet e a migliaia di persone da tutto il mondo. Fai la storia e spargi la voce che basta così poco.

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