Serata di grande spessore quella di martedì 16 Aprile nella quale, assieme agli amici del R.C. Bergamo Nord, abbiamo celebrato, in Interclub, l’importante anniversario della promulgazione dell’enciclica Pacem in Terris di Papa Giovanni XXIII, il nostro Papa Roncalli. Il tema della PACE non poteva cadere più a proposito visto che il nostro slogan presidenziale “La Pace attraverso il servizio” ha caratterizzato questo nostro anno rotariano 2012-2013. Molti gli illustri ospiti a cominciare da Monsignor Francesco Beschi Vescovo di Bergamo, Don Giovanni Gusmini Docente del Seminario, Prof. Don Ezio Bolis Direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII, Monsignor Giulio Della Vite Segretario Generale Della Curia di Bergamo, Don Fausto Resmini, Dr. Valter Dadda Segretario Fondazione Papa Giovanni XXIII, Dott. Marco Roncalli Presidente Fondazione Papa Giovanni XXIII, Don Giampiero Masseroli Monsignore, Presbitero Diocesano, oltre al Presidente del Rotary Club Giuseppe Chiesa, accompagnato dai suoi numerosi soci.
Il tema specifico della serata è stato “Attualità della Pacem in Terris nel terzo millennio”. La Pacem in Terris è l’ultima enciclica pubblicata da Papa Giovanni XXIII(l’11 aprile 1963), con la quale il Pontefice si rivolse a “tutti gli uomini di buona volontà”, credenti e non credenti, perché la Chiesa dovesse guardare ad un mondo senza confini e senza “blocchi”, e non appartenere né all’Occidente né all’Oriente. “Cerchino, tutte le nazioni, tutte le comunità politiche, il dialogo, il negoziato”. Bisogna ricercare ciò che unisce, tralasciando ciò che divide questo è il grande messaggio che ci ha trasmesso il Pontefice. In un mondo che ancora era dominato dalla Guerra fredda e diviso tracapitalismo e socialismo, il Papa di Roma elevava la sua voce per richiamare il fondamentale valore della PACE.
Andiamo con ordine. La serata è iniziata con la presentazione della Fondazione Papa Giovanni XXIII, da parte del suo Direttore, Don Ezio Bolis. La Fondazione dispone di un importante patrimonio documentale, parte del quale è già stato pubblicato, ma molto è ancora inedito ed ancora in attesa di catalogazione. Il tema è stato sviluppato da Don Giovanni Gusmini, docente del Seminario, il quale ha iniziato il suo intervento con un invito alla ri-lettura del testo dell’enciclica Pacem in Terris precisando subito che il concetto di “PACE” non è stato un tema estemporaneo per Papa Giovanni, ma un segno di continuità legato alla sua storia personale e alla volontà e capacità di tessere relazioni e di cercare sempre, ovunque andasse, la strada della comprensione reciproca. E’ bene ricordare che, a quel tempo, il Mondo era da poco uscito dalla Seconda Guerra Mondiale e si trovava in condizioni di equilibrio molto precario. Le due grandi potenze mondiali, USA e URSS si fronteggiavano pericolosamente.
Il baricentro di questo equilibrio, ma anche di questa potenziale instabilità, si trovava al centro dell’Europa, nella Germania divisa alla fine della Guerra tra Germania Ovest (Deutsche Bundesrepublik, DBR) e Germina Est (Deutsche Demokratische Republik, DDR). Crocevia di questa situazione era Berlino, divisa in due zone d’influenza.
L’11 novembre 1958 Chruščëv dà un ultimatum di 6 mesi agli USA perché lascino Berlino Ovest. Il 29 giugno 1959 Papa Giovanni XXIII emana la sua prima Enciclica “Ad Petri Cathedram” nella quale afferma che: “dovesse scoppiare una nuova guerra, tale è la potenza delle armi mostruose dei nostri giorni che non rimarrebbe altro per tutti i popoli – vincitori e vinti – fuorché immensa strage e universale rovina”. Il 25 luglio 1961 il cattolico Kennedy (entrato nella sua carica il 20 gennaio 1961) rilancia il dialogo. Per tutta risposta il presidente DDR Walter Ulbricht annuncia all’Occidente che, a partire dal 13 agosto 1961, verrà innalzato il Muro (che sappiamo verrà abbattuto solo nel novembre 1989). Dal 15 al 28 ottobre 1962 il mondo vive la crisi di Cuba ed alle ore 12 del 25 ottobre viene letto un radiomessaggio con il quale Papa Giovanni XXIII invita i potenti della terra a valutare attentamente ogni loro azione invitandoli a comprendere il valore e l’importanza della PACE.
“Noi ricordiamo a questo proposito i gravi doveri di coloro che hanno la responsabilità del potere. E aggiungiamo: “Con la mano sulla coscienza, che ascoltino il grido angoscioso che, da tutti i punti della terra, dai bambini innocenti agli anziani, dalle persone alle comunità, sale verso il cielo: Pace! Pace!”. Noi rinnoviamo oggi questa solenne implorazione. Noi supplichiamo tutti i Governanti a non restare sordi a questo grido dell’umanità. Che facciano tutto quello che è in loro potere per salvare la pace.”
Papa Giovanni XXIII, il giovedì santo (11 aprile) del 1963 promulga la Pacem in Terris, nota anche come “l’Enciclica di Pasqua”. Questa enciclica è considerata da molti come una sorta di testamento spirituale di Papa Giovanni. E’ costituita da cinque parti ma costruita su quattro pilastri che simboleggiano i pilastri della casa, la casa della pace:Verità – Giustizia – Amore e Libertà. L’enciclica è caratterizzata da una visione positiva ed ottimistica dell’uomo e del suo sviluppo. Uomo che, nella sua coscienza, trova il bene e l’ottimismo. Uno dei temi più importanti è proprio rappresentato dall’idea positiva ed ottimista del progresso. Non manca l’idea “provvidenziale” della Storia che è guidata dalla Provvidenza di Dio creatore.
La radice del male che segna il mondo è invece vista nel disordine nel quale l’uomo vive.
Il Papa si appella alla Ragione dell’uomo quale strumento per risolvere e ricomporre i disordini; anziché usare la forza. La Pacem in Terris anticipa in qualche modo la visione della globalizzazione intesa come interdipendenza tra le diverse economie mondiali e propone un indirizzo, uno sorta di bussola, che orienti tutto il mondo verso i principi di solidarietà e di sussidiarietà.
Riportandoci ai giorni nostri, Don Gusmini ha evidenziato come la situazione politica mondiale sia cambiata da tanti punti di vista ma, nel contempo, come siano ancora molto attuali tanti motivi di preoccupazione: minacce della Corea del Nord, minacce di terrorismo (dal 11 settembre 2001, alle bombe di Boston), nuovo complessivo disordine mondiale.
Proprio traendo spunto dalle criticità e precarietà che caratterizzano il mondo di oggi, si trae la grande attualità della Pacem in Terris laddove afferma che la pace non deve (e non può) essere garantita dall’equilibrio delle forze che, ciascuna potenza in gioco, tenta di far pendere, almeno leggermente, dalla propria parte. Occorre piuttosto un disarmo integrale come quello proposto dalla Pacem in Terris. La pace si può ottenere solo attraverso la vicendevole fiducia tra i popoli.
Molto rimane ancora da fare per combattere l’indebolimento degli organismi internazionale (ONU), il superamento delle divisioni tra Nord e Sud del mondo, l’eliminazione della povertà e la garanzia per tutti di acqua e cibo.
Don Gusmini ha concluso il suo articolato e coinvolgente intervento ricordandoci che la Pacem in Terris è dedicata a “tutti gli uomini di buona volontà” cioè a tutti coloro che sono amati da Dio e, quindi, a ciascuno di noi.
Aiutandoci con l’idea di positività ed ottimismo che ci ha trasmesso il nostro “Papa buono”, ognuno di noi deve guardare al futuro cercando di essere una persona aperta al dialogo ed alla collaborazione. Sua Eccellenza Monsignor Francesco Beschi ha voluto chiudere la serata ricordandoci un episodio poco noto della storia di Papa Giovanni ed in particolare quando Manzù, avvisato della morte del Papa, lo raggiunse per fargli la maschera funebre. Tornò con un grande asciugamani che conteneva la maschera del Papa e con un piccolo fagotto che conteneva il calco della mano destra di Papa Giovanni perché lo scultore “voleva conservare per sempre il calco della mano che aveva firmato la Pacem in Terris”.
Questo calco, unitamente alla maschera funebre sono oggi conservati e visitabili presso uno dei punti di ricordo e memoria di Papa Giovanni XXIII a Sotto il Monte.
Agli amici presenti alla serata Don Ezio Bolis ha voluto regalare una preziosa riproduzione anastatica numerata dell’Enciclica “Pacem in Terris”, la stessa autografata dal Pontefice. Il Presidente del BG Nord Giuseppe Chiesa, ha voluto omaggiare i presenti della copia (fresca di stampa) della pubblicazione “Acqua emergenza planetaria”. Il Presidente Pavoncelli, ha ricordato ai nostri soci gli appuntamenti della settimana a venire ed ha consegnato ai relatori il guidoncino del nostro Rotary Club. La serata si è conclusa alle ore 23:00.
(MF- Effepi)

























