Per una lettura cristiana della dipartita nei giorni del Suffragio Relatore Don Daniel Boscaglia
Solo la parola fa rabbrividire o comunque non lascia indifferenti:
la morte è stato l’argomento trattato nella serata dedicata alla commemorazione dei nostri cari.
Come parlare di decesso, senza cadere nel tragico o addirittura nello spiacevole, ce lo ha insegnato don Daniel Boscaglia che ha trattato il tema con la purezza di chi, del trapasso, ha compreso l’essenza: la fine è il fine.
Per chi ha Fede, la fine è il ricongiungimento col Padre, obiettivo di un percorso lungo quanto la vita stessa. Assai significativo l’excursus presentatoci da don Daniel, in riferimento a come le diverse culture si preparano al momento del trapasso; di come l’uomo “vive” la morte, secondo il proprio credo religioso. Per l’uomo, diversamente da tutti gli altri esseri viventi, la morte non è solo un fatto biologico ma anche spirituale, e proprio per questo motivo si “prepara” a morire e dispone, con mezzi e riti di diverso tipo, il modo più appropriato di arrivare al cielo o di essere restituito alla terra.
Uno dei mezzi frequentemente utilizzati per accompagnare il defunto al luogo che ospiterà le sue spoglie mortali, è la musica. La musica, compagna di tutta la vita, sembra essere il modo migliore per celebrare la nostra dipartita e, verso la fine della conviviale, un quartetto di ottoni ce ne ha dato un memorabile esempio, suonando per noi un medley di musiche ispirate alle marce suonate nei cortei funebri di New Orleans, patria del jazz. Un crescendo di emozioni e di sonorità che ci hanno permesso di sublimare l’omaggio reso ai nostri cari che, grazie alla volontà di ricordare (anche nei consessi rotariani), non ci lasceranno mai.
Un sentito ringraziamento al nostro Socio onorario monsignor Tarcisio Tironi, che ha celebrato la messa di suffragio per i nostri Soci e familiari defunti. Un grazie anche ai musicisti che ci hanno regalato davvero momenti indimenticabili.
M.ko












