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  • FESTIVAL DELLA CULTURA – Prima serata “VERITA'” – intervista a Fausto Colombo

Venerdì 23 aprile 2021

Conviviale online

Il primo incontro della seconda edizione del Festival della Cultura promosso dal Rotary Club di Romano di Lombardia, messo in streaming sul sito del Rotary la sera del 23 aprile 2021, ha visto protagonista il Prof. Fausto Colombo, sociologo dei media di fama internazionale, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e autore di numerosi volumi di storia sociale e mediale. Fausto Colombo ha affrontato un tema chiave del nostro tempo, la Verità, tanto più centrale quanto più messo in crisi dall’incalzare nel nostro tempo del suo opposto, la menzogna. La verità sembra essersi ritratta dal nostro orizzonte, convocata solo per essere negata nella generale crisi delle istituzioni: si pensi alla “verità alternativa” e alla “post-verità”. Proprio su questa base Colombo ha riaffermato la verità come motore come e fine di passione, in particolare in un contesto emergenziale come quello pandemico, che ha reso drammaticamente concreta l’urgenza della verità, e la responsabilità etica dei media e delle grandi agenzie informative. Nel contesto di un ripensamento della verità, che si presenta più come un fine che come realtà immutabile (basti pensare alla verità scientifica, necessariamente provvisoria ma nondimeno condivisa, o a quella fattuale, innegabile come punto di partenza per una sua interpretazione), Colombo ha indicato nella tradizione filosofica della “parresia” – l’arte greca del dire pubblicamente il vero a rischio della morte – un modello da riscoprire. Così come da riaffermare è il rapporto fra arte e verità, che pure può manifestarsi attraverso il ricorso al falso artistico: è il caso, dice Colombo, di grandi opere come F for Fake di Orson Welles o di Zelig di Woody Allen, che nell’esibizione del falso hanno celebrato la capacità dell’arte di smascherarlo. La conversazione si è poi concentrata sul tema della memoria e degli archivi digitali, con il rischio di falsificazione o di perdita di informazione che comportano, la riflessione sulle immagini tragiche che hanno documentato la morte di Alan Kurdi, e sullo statuto documentario delle immagini stesse, e l’orizzonte di una “ecologia dei media” che invochi un modello di comunicazione “gentile”, intesa sia come pacata, sia come fondamentalmente imperniata sul riconoscimento del nostro essere gens, ossia, fondamentalmente, genere umano.

Fabio Cleto

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