Nella serata di Martedì 24 Maggio nella splendida cornice di Palazzo Colleoni a Cortenuova si è tenuta la conviviale del Rotary Club Romano di Lombardia in interclub con il Rotary Club Treviglio per la presentazione del libro dal titolo “I signori dell’alluminio” da parte dell’autore Paolo Agnelli.
La presenza dell’autore è stata possibile grazie alla proposta suggerita da Maria Laura Vitali Leoni, che poi è stata la moderatrice della serata,
L’evento è stato un successo anche grazie all’impeccabile organizzazione frutto del lavoro del Presidente del Club di Romano Diego Lorenzi e del suo direttivo che da veri padroni di casa sono riusciti a trasformare un momento di convivialità in un’occasione di accrescimento personale scegliendo un tema interessante e di grande attualità.
Paolo Agnelli, il Presidente di Confimi Industria e imprenditore bergamasco che guida insieme al fratello Baldassarre un gruppo di 13 aziende che operano nel mondo dell’alluminio dal riciclo al prodotto finito; in una serie di interventi concisi ma ricchi di contenuti Paolo Agnelli ha raccontato una storia che dura da 117 anni, quella del Gruppo Alluminio Agnelli e di come suon nonno Baldassarre Agnelli nel 1905 fu il primo a portare in Italia l’alluminio e il know-how necessario per lavorarlo mettendo le basi di quello che sarebbe diventato un impero.
Da lì a pochi anni il destino avrebbe messo davanti all‘azienda Agnelli delle sfide inaspettate, che ne avrebbero potuto decretare la fine e che invece grazie ad abilità e spirito di iniziativa riuscirono a dare nuovo slancio alla Alluminio Agnelli. La Grande Guerra portò infatti ad una frenetica corsa all’ottone, necessario per la creazione di bossoli e questo rese irreperibile la lega di rame sul mercato che all’epoca era fondamentale per la produzione di pentole; con grande spirito imprenditoriale il signor Baldassarre riuscì a vedere un’opportunità inserendosi nel mercato con le proprie pentole in alluminio e soddisfacendo la richiesta e ingrandendosi al punto tale da ricevere appalti dallo Stato per la fornitura di scalda vivande e borracce al Regio Esercito.
L’azienda si ingrandì a tal punto da ospitare quella che sarebbe diventata forse la prima mensa aziendale in Italia gestita dalla moglie di Baldassarre, la Signora Aurelia Cortoni che lo aiutava anche nella gestione della contabilità.
Con l’arrivo della seconda guerra mondiale l’azienda fu di nuovo messa di fronte ad un ostacolo apparentemente invalicabile, questa volta la materia di cui vi era estrema scarsità per via dello sforzo bellico era proprio l’alluminio stesso. Ma anche stavolta Baldassarre, coadiuvato dal figlio Angelo, riuscì ad essere in anticipo sui tempi e creò un modello di economia circolare, acquistando i rottami degli aerei abbattuti e recuperando l’alluminio di cui erano composte le fusoliere per inserirlo nella propria filiera. Superato questo ostacolo l’azienda si trovava davanti un roseo futuro alla cui guida si sarebbero succeduti il figlio Angelo e i nipoti Paolo e Baldassarre: aveva messo le basi di quelli che sarebbero stati i suoi pilastri.
Ancora oggi uno dei punti fondamentali del Gruppo Alluminio Agnelli è proprio quello del riciclo e dell’economia circolare, l’80% del loro fabbisogno di alluminio è soddisfatto dal materiale che riescono a riciclare in uno dei loro stabilimenti presso Brescia.
Dopo la carrellata storica esposta dall’autore, la moderatrice Maria Laura Vitali, prendendo spunti dal testo analizzato con notevole spirito critico, ha sottoposto alcune riflessioni, sulle quali Paolo Agnelli ha fornito un ulteriore e ricca documentazione, accompagnata da aneddoti e storie di vita.
Il susseguirsi di ricordi esposti in tenera età adolescenziale, articolando fatti familiari significativi, il profumo inconfondibile che solo nella fabbrica si può respirare, il rapporto con i lavoratori, simpatici amici uniti dallo spirito di squadra, i successi e le sfide lavorative, sino al vissuto odierno, per concludere nel crescendo alla consolidata presenza del gruppo Agnelli nel mondo.
La capacità poliedrica nei vari settori pertinenti all’oro grigio, che vanta ben oltre i cent’anni, fanno di necessità virtù i valori fondamentali dell’imprenditoria, consolidando la grande caparbietà di una famiglia come molte in Italia, capaci di essere tessitori di manufatti artigianali, convertendo il manufatto in moderna tecnologia, rappresentandoci non solo in Europa ma nel mondo icone di magnificenza.
A margine della serata il riconoscimento della Paul Harris Fellow, a due soci Rotariani, al Tesoriere Paolo Viola per l’impegno e la professionalità e a Cristian Viscardi Presidente eletto per aver seguito con passione come referente della Commissione Giovani la partecipazione di alcuni studenti dell’Istituto Don Milani di Romano di Lombardia al Premio Gavioli.
Grazie quindi al Rotary di Romano di Lombardia e al suo presidente Diego Lorenzi, al relatore Paolo Agnelli e a tutti coloro che hanno collaborato alla preparazione di una conviviale così ben riuscita e dal messaggio così profondo e attuale.
Francesco Morbis











