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  • “Social Network: una nuova realtà sociale“ Relatore: arch. Fabrizio Donati

IL DILEMMA DEI SOCIAL NETWORK

Martedì 11 ottobre si è svolta, nell’elegante cornice di Palazzo Colleoni a Cortenuova, la prima Conviviale dedicata al Service dell’anno del Rotary Romano di Lombardia, proposto dal Presidente Diego Lorenzi, incentrato sul tema della Famiglia.

Il primo tema scelto riguarda un aspetto preminente della nostra vita, benché forse vissuto in maniera inconsapevole, ovvero l’uso/abuso dei Social Network.

Che si tratti di Whatsapp, Instagram, Youtube, Pinterest o il caro vecchio Facebook, tutti dai più grandi ai più piccoli siamo ormai abitati ad usare queste piattaforme, sia per svago che per lavoro o semplicemente per noia.

In pochi tuttavia sanno che, in realtà, sono i Social Network ad “usare” noi.

Per i presenti che ancora non avevano visto il documentario Netflix “The Social Dilemma”, ad aprire loro gli occhi ci ha pensato l’ospite della serata, un atipico architetto che ha scelto di fondare uno studio specializzato in grafica, fotografia, pubblicità e web design di nome Fabrizio Donati.

Fabrizio non ha usato mezzi termini: questi social, propagandati come mezzi per creare relazioni e fare amicizie, in realtà sono dei veri e propri strumenti di marketing, nati e sviluppati per vendere alle società di marketing e pubblicità un solo determinato prodotto: NOI.

Tutti coloro i quali danno gratuitamente i propri dati alle piattaforme social, profilandosi, diventano bersaglio di pubblicità create ad arte da un algoritmo che ripropone continuamente prodotti che sono stati precedentemente cercati dall’utente (anche su altre piattaforme o motori di ricerca) per invogliarli o esasperali fino a portarli all’acquisto.

In termini tecnici si tratta di RE-MARKETING, ovvero la capacità dei Social di creare necessità indotte. Detto in termini di Google Ads: “una funzione che ti consente di personalizzare la campagna di annunci display per gli utenti che in precedenza hanno visitato il tuo sito web e di adattare offerte e annunci (con il remarketing dinamico) a questi visitatori quando effettuano ricerche sul Web o utilizzano le app.”

Vi è mai capitato di cercare nel WEB un prodotto o di parlare a tavola in famiglia di un determinato argomento e ritrovarvi sui social o mentre leggete una news in internet alcuni riferimenti proprio a quel prodotto o a quell’argomento?

Immagino di sì. Magari non ci abbiamo fatto caso ma è successo. Forse lo abbiamo addirittura ritenuto utile. Tuttavia la potremmo anche ritenere una violazione della privacy? E anche fosse…

La realtà è che non possiamo più fare a meno dei social; infatti c’è sempre un attimo di smarrimento, per non dire panico, quando questi vanno offline senza avvisare.

I social sono uno strumento potente, indubbiamente utile, che fa parte della quotidianità di ciascuno di noi, ma che deve essere conosciuto, compreso e gestito consapevolmente.

Ricollegandosi al tema della famiglia, service dell’anno, non si può fare a meno di pensare che le nuove generazioni, Millennials – Generazione Z – Generazione Alpha – i nostri figli e/o nipoti, sono nate con un cellulare, un PC o un tablet in mano e passano anche ore su Facebook o Instagram o, i più piccoli, su Youtube (“così almeno stanno fermi e non danno fastidio”) senza essere consapevoli di quanto pericolosi e ingannevoli possano essere.

Il pericolo non sta solo nel Re-marketing o in un libero arbitrio un po’ pilotato (benché comunque sia molto grave). Sui social si rischia di diventare mira di cyberbulli (che con una platea di centinaia di follower possono davvero rovinare una vita), di essere truffati da persone malate che creano falsi profili sono per adescare bambini o adolescenti, di farsi sviare da centinaia di fake news che minano il pensiero critico e il discernimento, di essere sottoposti a post e fotografie di Influencer più o meno capaci che creano l’illusione di potersi arricchire con Internet e il minimo sforzo.

Infine, il più grave di tutti, si rischia di far diventare i Social la propria realtà, la propria vita, invece di catalogarli solo ed esclusivamente come strumenti, quali sono.

Come possiamo, noi adulti, salvaguardare il futuro dei nostri figli e nipoti? Li priviamo di social e telefoni fino alla maggiore età?  Direi che non è una strada percorribile.

L’unica cosa che possiamo fare è FORMARLI.

Prima di tutto si deve pensare alla formazione a noi stessi, noi genitori e nonni.

Dalla consapevolezza dei grandi si può passare alla formazione dei più piccoli; e bisogna partire fin da piccoli, affinché sappiano cosa hanno tra le mani (uno strumento) e come deve essere usato (con consapevolezza ed occhi vigili), spiegando loro che la vita vera è fuori: a parlare con gli altri guardandoli in viso, a condividere le esperienze dal vivo senza potersi mascherare dietro ad uno schermo, a mostrandosi per quello che si è realmente senza dover piacere a tutti o cercare l’approvazione di tutti, semplicemente essendo se stessi e circondandosi solo delle persone che contano davvero.

Questo è solo uno dei capitoli che faranno parte del Manuale d’uso per le Famiglie.

Con i prossimi incontri e i prossimi relatori si indagheranno ulteriori aspetti e si porteranno all’attenzione nuovi suggerimenti e spunti.

Quindi, alla prossima.

Zaira Raffaini, Rotaract

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