Ristorante “Antico Borgo La Muratella” Cologno al Serio
SERATA STAMINALI
ovvero
L’AVVENTURA CONTINUA
Relatore prof. Angelo Vescovi, socio onorario
Serata del 9 Ottobre dedicata alla scienza biologica; biologia medica di livello mondiale, quella che sta al livello dei premi Nobel. Angelo Vescovi nostro socio onorario, arrivato apposta dalla Puglia, dove dirige l’Ospedale di San Giovanni Rotondo. Atterrato ad Orio, aeroporto Caravaggio alle 19,30 e arrivato a La Muratella in perfetto orario, ci ha dimostrato un vecchio detto secondo il quale le persone super impegnate riescono meglio di altre a mantenere il loro tempi: questione di organizzazione. Il tempo di attivare le tecnologie disponibili e si è dato inizio alla conviviale vera e propria. Campana, saluti, presentazione del Bollettino appena editato e distribuito in forma cartacea ai presenti, con foto e testi su Bergamo Scienza 2012 e su Lione. Gli anniversari dei soci, la notizia del cavalierato a Federico Nozza, la presentazione degli invitati, presentati uno ad uno con relativo applauso di benvenuto. Come ormai d’uso corrente il Presidente Pavoncelli ha ricordato gli anniversari della Storia che cadono nel giorno e negli 8 giorni successivi. Potranno, eventualmente, diventare un tema di conversazione durante la cena, ma anche essere oggetto di richiamo una volta lasciata la serata Rotary; la scoperta dell’America, la nascita di Nietzsche, l’apertura del Concilio Vaticano II o il disastro del Vajont, possono stimolare l’apertura di un discorso tra persone che si conoscono molto bene o che non si sono mai viste prima… É la forza della Storia!
La sequenza dei piatti é precisa e abbastanza veloce, come da tradizione rotariana, ma il tempo corre ancora di più. Sono quasi le dieci e mezza e Pavoncelli presenta il relatore attraverso il nutrito curriculum vitae, che assomiglia più ad una biografia: il Canada innanzitutto, poi Milano, Terni, San Giovanni Rotondo e l’ultimo riconoscimento pervenuto di recente dal Canada.
Antonio Leoni, nostro fondatore e Past President prende la parola per raccontare, su invito di Pavoncelli, come lui e la consorte Laura hanno conosciuto Vescovi appena tornato da Calgary. Un incontro fortuito che per poco non fece dell’Ospedale “Matteo Rota” di Bergamo, il centro mondiale deputato agli studi e alle sperimentazioni, ora collocate a Terni in Umbria.
Tutte le tappe di vita di Angelo, che noi sappiamo essere state spettatrici di battaglie più o meno conosciute e più o meno “cruente”, sono state indirizzate al vedersi riconosciuta l’idea geniale ed originale che sta alla base del suo sistema di produzione delle cellule cerebrali. Una pervicacia di puro stampo bergamasco. Le malattie genetiche che interessano il nostro cervello sono molte e ogni anno se ne aggiungono di nuove. Fino a l’altro ieri la non riparabilità del cervello e la impossibilità di coltivare “in vitro” le cellule cerebrali era quasi un dogma per la Comunità scientifica. Il processo, tutto italiano, messo a punto da Vescovi e dai suoi collaboratori può partire da un’unica sorgente biologica e generare una quantità di cellule praticamente infinita e dunque sufficiente per essere trapiantata in ognuno dei casi che si presenteranno.
Il difficile e il complicato risiede soprattutto nell’avvio del processo rigenerativo, proprio quello che é stato attivato la scorsa primavera a Terni. Il materiale biologico, proveniente da un unico donatore, un feto morto per evento naturale e sul quale la madre ha permesso l’espianto di una piccola porzione del cervello, é solo l’inizio. La corsa contro il tempo per attivare il processo riproduttivo necessario ad effettuare il primo trapianto del 24 Giugno 2012 é uno degli indici di vulnerabilità dell’intero progetto.
La FASE UNO della ricerca, quella che dovrà dimostrare la praticabilità e la non tossicitá del trapianto, durerà fino alla fine del 2013 e interesserà, nel complesso, 18 pazienti già selezionati.
La FASE DUE, già tradotta in protocolli applicativi, potrà essere applicata a diverse malattie tra cui la SLA e il Parkinson e in genere a tutte quelle malattie che interessano il midollo spinale. Il processo degenerativo di tali malattie non é per ora rallentabile, se ne mitigano solo gli effetti adottando cure mirate. L’ipotesi che esse possano essere poste sotto controllo, sono invece fondate e fondata é la scienza che sta alla base del progetto Vescovi. Le incognite però ci sono ancora tutte…
Per questo ci si rende conto che anche la “fede agnostica” di un uomo del nostro tempo entra in gioco se uno come Angelo si trova ad operare nell’Ospedale di Padre Pio; come si fa a non chiedergli la Grazia! Quella grazia che può fare la differenza nei momenti di tensione e di sconforto. Per esempio quando si apprende che il terremoto dell’Emilia, proprio a Mirandola, ha messo fuori uso la fabbrica che forniva i sottilissimi aghi progettati per essere usati nel primo trapianto e che fatti arrivare dal Canada, vengono bloccati in dogana da funzionari ministeriali troppo ligi al loro “dovere” burocratico. Le novità della sperimentazione sono soggette anche a queste situazioni.
Al momento sono stati trattati mediante trapianto tre pazienti dai quali, si é potuto rilevare, che eventuali danni emergono entro i primi sei giorni dal trapianto. Vantaggi e miglioramenti sono oggetti a studi e verifiche collaterali. Per il momento la soddisfazione risiede nel fatto che il trapianto funziona e non produce effetti collaterali gravi. I prossimi 14 mesi saranno di grande importanza, sia per la standardizzazione della tecnica di trapianto, che per la verifica a distanza di tempo dei primi trapianti effettuati nel 2012.
Per terminare la sperimentazione servirà un milione di Euro proprio quello che la onlus Neurothon sta raccogliendo attraverso libere donazioni effettuabili attraverso le firme del 5 per mille o direttamente sui conti correnti bancari dedicati. Un sistema di tracciabilitá delle somme raccolte é stato pensato ed attuato per sgomberare dubbi o sospetti sul loro corretto utilizzo. Report precisi sono attivi sul sito internet. In questo bollettino n.9 viene riprodotta (a pag. 3) la pagina dedicata a questo tema proprio da Neurothon.
Il Rotary e le persone sensibilizzate avranno la possibilità di contribuire alla ricerca sperimentale, con l’obiettivo di rendere a normalità pratiche di trapianto inimmaginabili solo alcuni anni fa e che potranno arrivare anche alla semplice immissione in vena delle cellule staminali coltivate in laboratorio.
(effepi)






