Ristorante “Palazzo Colleoni” Cortenuova
Martedì 26 gennaio 2016
“TESTIMONIANZA DI 14 ANNI DI MISSIONE A CUBA”
Relatore DON VALENTINO FERRARI*
Parroco Santa Maria Assunta e San Giacomo Apostolo in Romano di Lombardia
Don Valentino Ferrari a Cuba
Grande presenza di soci, familiari e ospiti questa sera a Palazzo Colleoni per la riunione del R.C. Romano di Lombardia. Dopo gli inni ed i saluti, il Presidente Diego Finazzi, informa il club dell’iniziativa che ci vedrà impegnati insieme ad altri club del Distretto ( R.C. ROMANO, R.C. DALMINE, e-CLUB 2042, R.C. MERATE, R.C., R.C. COLLI BRIANTEI e con la collaborazione dell’INNER WHEEL BERGAMO e TREVIGLIO) per il Rotary Day, prevista per il 4 marzo alle ore 20,00 presso il Teatro di Boccaleone a Bergamo. Si tratta di uno spettacolo cinematografico-musicale, il cui ricavato sarà devoluto per il progetto “End Polio now”, che ripercorre le tappe e gli anni fondamentali della vita del Rotary International. Il giorno 26 febbraio invece il Gruppo Orobico 1 terrà un concerto con le medesime finalità.
A seguire Diego augura una piacevole serata di compleanno al socio onorario Mons. Tarcisio Tironi, Parroco Emerito di Romano, presente alla serata e annuncia la gita del club, prevista per il 6,7,e 8 maggio 2016 con meta nelle città d’arte di Ferrara e Ravenna.
L’ospite e relatore della serata è don Valentino Ferrari, parroco di Romano, che ci parlerà della sua esperienza di missionario a Cuba.
Don Valentino Ferrari, sacerdote missionario originario di Castione della Presolana, da qualche mese parroco a Romano di Lombardia dopo 14 anni di missione a Cuba, terra che tra il 19 e il 21 settembre è stata visitata da Papa Francesco. Don Valentino ci riassume il suo percorso e alcuni aspetti significativi della sua missione.
Don Valentino, dopo essere stato preallertato per la missione in altre paesi è, invece, arrivato a Cuba nel 2001: effetto della visita di Giovanni Paolo II, che nel suo viaggio ha istituito la diocesi di Guatànamo-Baracoa. Nel comitato di preparazione della visita papale c’erano alcuni bergamaschi e l’opportunità è stata quella di mettere in contatto il vescovo di Bergamo con il vescovo di Guantànamo. I primi ad arrivare nel gennaio del 1999 sono stati padre Mario Maffi e padre Pierluigi Manenti. Don Valentino è stato per quattro anni parroco della cattedrale di Guantànamo e poi per dieci anni nella zona di Baracoa, la prima città fondata a Cuba nel 1511 da Diego Velázquez. Una cosa interessante di questa città è che tuttora si custodisce nella chiesa parrocchiale la croce che secondo le testimonianze avrebbe piantato Cristoforo Colombo il 1° dicembre, dopo essere sbarcato a Cuba il 27 novembre 1492. Croce che è stata riconosciuta come tesoro della nazione cubana, monumento nazionale, segno più antico del cristianesimo in tutta America. Giovanni Paolo II nella sua visita, con le sue prime parole di saluto all’Havana, ha ricordato proprio questo segno e qualche giorno dopo ha potuto anche stringerlo tra le mani.
Cuba, racconta don Valentino, vive una situazione particolare perché i sacerdoti sono pochissimi: su una popolazione di 11 milioni di persone, ci sono circa 300 sacerdoti, di cui 150 sono cubani e altrettanti missionari stranieri (5 i missionari bergamaschi). C’è proprio bisogno di aiutare l’evangelizzazione e la Diocesi di Bergamo ha voluto negli anni scorsi investire nella possibilità di sostenere questa Chiesa che vive comunque un momento di grande trasformazione. Ci sono tantissimi villaggi, tantissime persone che non era possibile raggiungere. Con la visita di Giovanni Paolo II, poi con quella di Benedetto XVI nel 2012 e ora l’arrivo di Papa Francesco, ci sono sicuramente cambiamenti che permetteranno un nuovo sviluppo dell’opera di evangelizzazione.
È una nuova tappa di evangelizzazione e anche di rapporti tra la Chiesa e lo Stato, che sono migliorati a partire dal 2010, hanno portato a quei frutti bellissimi che abbiamo vissuto alcuni mesi fa: il 17 dicembre 2014, giorno del compleanno del Santo Padre il Papa Francesco, c’è stato fatto un regalo grande, il Presidente Raul Castro ha annunciato in diretta televisiva che si sarebbero ristabilite le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e allo stesso tempo lo ha fatto Obama. Nel mese di luglio 2015 sono state riaperte le ambasciate dopo più di cinquant’anni. La Chiesa ha sempre un ruolo di costruttrice di ponti e aiuta la gente a incontrarsi.
La Chiesa in Cuba ha sempre compiuto la sua missione, anche nei momenti in cui le parrocchie erano ridotte a piccole comunità e senza preti. A partire dalla seconda metà degli anni ottanta, invece l’azione evangelizzatrice ha ripreso vigore, per il desiderio dei cattolici di testimoniare a tutti la loro fede. In molte comunità non c’erano i sacerdoti, ed erano gli stessi laici a portare la parola del vangelo. L’arrivo di alcuni missionari ha dato un respiro più ampio, anche se le difficoltà contingenti, come la mancanza di mezzi di trasporto rendeva faticosa la missione.
Quando si parla della Chiesa bergamasca a Cuba, il ricordo va subito a Papa Giovanni XXIII, e alla sua azione per la pace, in Cuba e nel mondo; missione che ancor oggi svolgono i sacerdoti presenti in quella terra. Gesti semplici, di accoglienza e di vicinanza alle persone, tramite l’annuncio del vangelo di Gesù, che passa anche attraverso dei segni concreti, come offrire un panino. La «pastorale della merenda» che consiste nel preparare e nel donare ai ragazzi che vanno e scuola un pezzo di pane con marmellata o cioccolato. Niente di speciale, succede sempre che quando ami delle persone, ti preoccupi e ti occupi di loro. Chi ha trascorso un po’ di tempo nelle missioni conosce il sapore speciale di quel pane spezzato con gli amici cubani e sa quanto è stata lunga la strada che ha portato a capire prima e a spiegare poi, l’importanza di questo gesto assolutamente semplice, ma totalmente gratuito. La «pastorale praticata» nasce dunque dal semplice motivo di dover dire a tanti fratelli cubani che Gesù, attraverso la Chiesa vuole loro bene e che quello che dona, lo dona gratis.
Molti si sono avvicinati alla chiesa hanno fatto cammini di fede, e nella celebrazione della Messa hanno imparato a condividere anche altro pane, la Parola di Dio, e il Pane della vita, che è Gesù nell’Eucaristia.
I missionari bergamaschi a Cuba, sono al servizio della Diocesi di Gauntánamo – Baracoa, e si occupano di quattro parrocchie: San Antonio del Sur, Imias , Baracoa e Jamal. Attorno a questi sacerdoti ruotano tante persone, bambini, ragazzi, anziani e malati, famiglie, per farsi dare, una carezza, un bacio o semplicemente una stretta di mano.
Negli anni di missione don Valentino ha vissuto anche l’esperienza di alcuni eventi naturali anche abbastanza catastrofici: i famosi cicloni che scuotono Cuba. Ne ricorda due in particolare: uno nell’anno 2008, quando sono stati distrutti alcuni villaggi nella zona dove si trovava; la presenza della missione è stata un sostegno, una presenza di speranza, che aiuta anche a ritrovare la dignità come persone. Poi l’ultimo è stato il ciclone che ha colpito nell’ottobre 2012, Santiago di Cuba. Don Valentino si trovava, quella notte, proprio nella città. È stata un’esperienza difficile, la città il giorno dopo sembrava bombardata. I missionari fanno anche questo tipo di servizio: l’annuncio del Vangelo è legato certamente alla promozione umana della persona.
Don Valentino ora è parroco di Romano di Lombardia, ha portato con sé la semplicità delle relazioni. Così come nell’esperienza missionaria a Cuba ciò che conta è l’incontro con le persone, il condividere la vita quotidiana, essere vicino a situazioni di sofferenza.
Davvero una testimonianza di grande interesse per gli aspetti riportati e per l’evidente partecipazione del relatore che ha coinvolto tutti i presenti, sottolineata dalle numerose domande rivolte; in chiusura di incontro, prima del tocco della campana, il presidente Diego Finazzi, con i ringraziamenti per l’opera svolta e i migliori auguri per l’impegno assunto come parroco di Romano di Lombardia, fa dono a don Valentino del guidoncino del club e della pubblicazione predisposta per il ventennale del club in segno di amicizia e vicinanza.
dieffe
* Don Valentino Ferrari nasce a Castione della Presolana. Dalla parrocchia di Dorga, don Valentino, dopo l’ordinazione sacerdotale, viene inviato ad Albino come direttore dell’Oratorio. La sua vocazione missionaria matura tra i giovani dell’oratorio e nel 2001 viene inviato a Cuba: non la Cuba dei turisti, ma la Cuba della gente semplice, prima a Guantánamo e poi a Baracoa., Da subito, crea una bella sintonia con i giovani e con loro inizia la sua attività pastorale. Don Valentino descrive così la sua esperienza in missione:” Una esperienza che attraverso la forza del Vangelo fa dimenticare le fatiche e lascia l’entusiasmo e il desiderio della Parola del Signore. Il senso di essere della Chiesa Missionaria nell’unione in Cristo”.
Lo scorso 13 settembre 2015, don Valentino ha fatto il suo ingresso a Romano come Parroco della parrocchia di Santa Maria Assunta e san Giacomo Apostolo.














