Martedì 31 gennaio 2017 – Palazzo Colleoni, Cortenuova

 

“ UNA COMUNITA’ AL SERVIZIO DEI GIOVANI”

 

RELATORE: Don Patrizio Moioli*,

 Parroco Villaggio degli Sposi – Begamo

 

La nebbia, veramente “spessa”, che ingrigisce la bassa bergamasca non tiene lontano i soci e ospiti che sono numerosi questa sera a Palazzo Colleoni per ascoltare l’esperienza che si sta vivendo in una delle parrocchie più giovani di Bergamo città: quella del Villaggio degli Sposi, quartiere molto popoloso posto a sud ovest del territorio amministrativo del comune di Bergamo.

Il nostro relatore è Don Patrizio Moioli, appunto giovane parroco del villaggio che viene presentato dal Presidente Domenico Giordano subito dopo il suono della campana.

Quando prende la parola don Patrizio sottolinea subito come la Chiesa incoraggi il cambiamento in quanto scelta preferenziale per i giovani e descrive brevemente come sia in atto con i multietinici residenti del vicino quartiere di Grumello del Piano un incontro/scontro sui temi del dialogo e della coesione.

Il punto di partenza è definito dall’esperienza di collaborazione tra il Patronato S. Vincenzo e laParrocchia del Villaggio degli Sposi, finalizzato all’attivazione e la realizzazione di progetti  a contrasto di fenomeni problematici emergenti;  nasce l’idea   dirafforzare  e  rendere  visibile il tentativo di implementare al di fuori del Patronato SanVincenzo alcuni  servizi di  attenzione   e  cura  delle  giovani generazioni, con l’obiettivo di “disseminare”quanto il Patronato  in questi anni sta maturando e  aiutare  a far crescere  consapevolezza attivando i territori, in particolarele comunità parrocchiali.

Due  i  fenomeni   tra  loro  correlati   che   vedono   il Patronato  in  questi  anni  sperimentare   molto, investendo in termini di operatorie risorse:

• Dispersione e  abbandono scolastico  (scuola media,biennio scuola superiore)

  • Adolescenti e Giovani Inattivi(NEET)

La sperimentazione  si  è mossa, come  sempre, accogliendo le storie di adolescenti,  giovani  e delle loro famiglie che raccontavano di un disagio sempre più diffuso: nel portare a termine i tradizionali percorsi di crescita legati all’esperienza scolastica e nell’affacciarsi al mondo del lavoro.

Entrambe queste situazioni, sia la difficoltà di portare a  termine  percorsi di studio sia la fatica  ad iniziare esperienze di lavoro  non erano  cause di un disagio ma l’effetto. Certo la situazione socio economica di questi ultimi anni non ha  fatto  che  amplificare  dei fenomeni già presenti ed a ricondurre al più ampio scenario di società che stiamo alimentando e costruendo.

L’attenzione quindi a questi bisogni ha mosso progettualità da parte del CentroMeta  del Patronato SanVincenzo quali l’esperienza dei “TempoLavoro” a  contrasto   di  situazioni di  adolescenti e  giovani  NEET  e  del  “Lavor-Art”  contro  la  dispersione scolastica.

Gli strumenti che accomunano queste esperienze sono:

  • la personalizzazione dei percorsi
  • la dimensione di ingaggio esperienziale in attività artigianali  (laboratoridi manualità-stage)
  • il lavoro  di rete:  ricostruire attorno alle  singole situazioni una  rete  di relazioni  (ragazzo, famiglia, servizi sociali, parrocchie, eventuali servizi specialistici)

Elemento  significativo  di questa  fase di sperimentazione  e attivazione  di progettualità è stata  la collaborazione con la Parrocchia SanGiuseppe al Villaggio degli Sposi. Collaborazione nata  dalla condivisione dell’esperienza del progetto della Piazza del Patronato  che  è stata l’occasione per identificare un modello  di cura e attenzione alle giovani generazione a 360°.

In particolare gli elementi che connotano il quartiere del Villaggio e il ruolo dellaParrocchia,  oltre al legame storico con ilPatronato  sono:

  • incontro con la fragilità

l’apertura e la sensibilità dimostrata  in questi anni da alcuni piccoli  servizi attivati ha mosso e fatto emergere  molte  fragilità latenti presenti nel quartiere e ha attratto situazioni di povertà  anche dai quartieri limitrofi ed alla città.

  • costruzione di reti

entrare in contatto con i servizi ha significato prendersi in carico ciò che i servizi non garantiscono e cioè  l’accompagnamento  quotidiano delle  storie più  fragili e marginali.  Questo ha  richiesto  la sensibilizzazione delle persone che  si sono attivate  attorno  alla parrocchia e alla progettazione o condivisione  di progetti con le realtà  del territorio per alimentare  una reale rete di supporto in un’ottica  di prevenzione  e di promozione del benessere.

  • La scelta di essere al servizio di un territorio

la parrocchia, l’oratorio, la comunità cristiana del Villaggio ha accolto la sfida di essere al servizio della  crescita  della  città  cercando di offrire occasioni  di crescita  e di dignità  a chi sta facendo fatica.

In questi anni  hanno  preso quindi  forma  alcune  esperienze  che  si sono dimostrate  significative, perché hanno permesso di accompagnare e sostenere molti adolescenti e giovani del Villaggio e non solo:

  • La  nascita   della   scuola   parentale:   percorsi   personalizzati  di   accompagnamento  al conseguimento della Licenza Media
  • L’attivazione dell’esperienza  del dopo scuola spazio di supporto e accompagnamento allo studio per elementari, medie e superiori. In particolare si è creato uno spazio”casa”, con la mensa  per   tre  giorni  alla   settimana   e  l’accompagnamento  personalizzato  attraverso percorsi  individuali   di  crescita  e  di  formazione  (laboratori,   volontariato,esperienze  di orientamento)  L’investimento  è stato finalizzato  in particolare all’attivazione di un dopo scuola  per alunni della scuola superiore con affiancamenti personalizzati: in collaborazione con i servizi sociali (come  Rete) si garantisce ai ragazzi in difficoltà, già seguiti precedentemente, un percorso volto al raggiungimento del successo scolastico e dell’autonomia.
  • L’apertura  dello  sportello  “TempoLavoro”peradolescenti  e  giovani  inattivi:lapresenza stabile nel territorio garantisce una continuità di legami e di fiducia con i ragazzi che  in un percorso   di   maturazione    possono  ricevere   diverse  proposte  a   seconda   della   loro condizione  e  del  momentoche  stanno  vivendo.  Attraverso  stage,  colloqui,  esperienze lavorative  e percorsi scolastici alternativi o vari si possono aprire prospettive  e progettiche riaccendono una speranza per una nuova progettazione personale.
  • Una comunità che anima e abita il territorio.

Don Patrizio con grande semplicità ma con altrettanta forza e capacità comunicativa ci ha dato uno spaccato di quanto alcune comunità stanno cercando di fare per favorire disagi sociali e integrazione: temi dominanti nella società moderna. Il Presidente Giordano  ha aperto gli interventi che si sono succeduti stimolati dalla presentazione che ci è stata fatta.

L’appuntamento per martedì prossimo e il tocco della campana ci hanno poi segnalato che era ora di rituffarci nella nebbia per fare ritorno alle nostre abitazioni.

dieffe

* Don Patrizio Moioli, orinario della parrocchia di Almè, è nato il 28 febbraio 1970. Dopo l’ordinazione sacerdotale (10 giugno 1995)è stato vicario parrocchiale di Redona a Bergamo (1995 – 2008) sotto la guida del Parroco don Sergio, con il quale ha perseguito lo sviluppo di un progetto pastorale di costruzione di una chiesa conciliare. Dal 2008è Direttore de “La Piazza” del Patronato S. Vincenzo a Bergamo. Dal 2010 è Parroco della Parrocchia di San Giuseppe, che conta 5500 abitanti e che è stata costituita nel 1959.

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