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  • FESTIVAL DELLA CULTURA – Terza serata “CURA”. Intervista a Nicoletta Vallorani

Il terzo incontro del Festival della Cultura promosso dal Rotary Club di Romano di Lombardia, andato in streaming sul sito del club la sera del 7 maggio 2021, è stato in contemporanea presentato con il pubblico in presenza presso il Teatro Opere Pie Rubini di Romano, dando seguito all’apertura del teatro per l’incontro del venerdì precedente, e raccogliendo una buona partecipazione di pubblico, il che ha portato una notevole iniezione di fiducia per le prospettive di un progressivo ritorno alla socializzazione, e al ruolo che la cultura esercita nel dare forma evoluta al processo. L’incontro ha presentato Nicoletta Vallorani, docente di letteratura inglese e angloamericana all’Università Statale di Milano e scrittrice (in particolare di noir e fantascienza) che ha ottenuto importanti riconoscimenti in Italia e all’estero, che ha affrontato la parola chiave “Cura”, termine in cui si addensa l’aspetto drammatico della nostra epoco, e al contempo la speranza che è giusto nutrire, prendendosi cura di sé e facendosi carico degli altri. La complessità semantica della cura ha così guidato il dialogo fra Vallorani e Fabio Cleto, direttore scientifico del Festival, attraverso questioni antropologiche e filosofiche che riguardano l’idea stessa di società. Si è così affrontato il ruolo delle donne, convenzionalmente intrecciato ai ruoli di cura, così come la responsabilità di caregiving degli insegnanti, intellettuali e operatori culturali in genere. Ha trovato spazio una riflessione sulla cura medica, i rischi dell’accanimento terapeutico e i diritti del corpo. E poi il ruolo della corporeità nel determinare l’individualità, l’esperienza pregressa di gestione delle epidemie di cui solo in parte sembra essere stato fatto tesoro, muovendosi verso la necessaria convergenza fra sapere scientifico e sapere umanistico, con i loro diversi imperativi, e il ruolo della letteratura nell’offrire un modello propriamente terapeutico, di cura di sé e di ricostruzione di una dimensione sociale che pare, forse più di ogni altra cosa, segnata dal dramma pandemico.

Fabio Cleto

Alcune considerazioni sul Festival della Cultura – 2^edizione

Carissimi Soci, buonasera. Anche quest’anno il service del Festival si è concluso.


La modalità online si è rivelata una scelta più che mai felice.


Un po’ di numeri:

ï In meno di tre settimane, da poco più di zero, abbiamo raggiunto 36.000 contatti sulla nostra pagina social (numero di persone che hanno visto le nostre iniziative)

ï da zero a + 3.400 interazioni con altri utenti (numero di persone che hanno interagito con noi online, nella catena di promozione delle nostre iniziative)

ï una media di 190 collegamenti allo streaming del venerdì sera. Se consideriamo che davanti allo schermo possono esserci dalle 2 alle 4 persone, possiamo dire di averne raggiunte almeno il doppio. 200 visualizzazioni sul nostro canale YouTube (che prima ne aveva quasi zero). Questo a beneficio anche degli altri video caricati, compreso quello riguardante il progetto “Mothers for life”.

ï da 10 a 100 visite in media -al giorno- sul nostro sito, con picchi di 360 visite (persone che hanno visto la nostra storia e le nostre imprese)

 

 La proposta fatta in presenza a teatro è partita timidamente, ma ha visto un incremento di presenze nella seconda serata, alla quale erano presenti (online) anche il Governatore Laura Brianza e (in presenza) le autorità cittadine.

Il Festival, anche in questa edizione, ha garantito al nostro Club una rassegna stampa di tutto rispetto.

Concludo dicendo che il service “Festival della Cultura” si è confermato un evento di pubblico interesse, di alto profilo tecnico e culturale. Mi permetto di aggiungere che la nostra kermesse rimane anche un efficacissimo volano per il nostro Club, che guadagna in prestigio e visibilità. Requisito e condizione indispensabili per costruire un’Organizzazione pronta ad affrontare le sfide del futuro.


Ad maiora.

Mirko

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