INTERCLUB CON RC SARNICO e VAL CAVALLINA
Relatore: dr. Carlo Bellavite Pellegrini.
Riportiamo l’articolo apparso sul bollettino del RC Sarnico e Val Cavallina relativo alla serata.
I n un clima di festosa amicizia l’Interclub si è svolto presso l’Agriturismo Medolago Albani di Trescore Balneario all’interno di “Villa Redona” splendida dimora risalente al 1700, immersa nelle colline.
Come sempre numerosi i soci che insieme ai loro ospiti hanno partecipato all’appuntamento, che vedeva in veste di relatore il prof. Carlo Bellavite Pellegrini sul tema “un bilancio sui primi dieci anni dell’euro.
Esiste un futuro per la moneta unica”?
Ripercorrendo la carriera del professore Bellavite Pellegrini il Presidente Franco Bari (organizzatore della serata) ha quindi letto un breve curriculum del relatore. Nato a Milano nel 1967 ha conseguito la laurea in Economia e Commercio e, dopo numerose ed articolate attività accademiche in ambiti nazionali ed internazionali, ha assunto il ruolo di professore associato di Finanza Aziendale presso l’Università Cattolica di Milano. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche è iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e svolge incarichi di amministrazione, revisione e controllo presso importanti società.
Aprendo la sua relazione con alcuni cenni storici, il professor Bellative ha spiegato le ragioni, politiche ed economiche, che in Europa hanno determinato la creazione della Moneta Unica, che, a circa dieci anni dalla sua nascita, resta tuttavia un’opera parzialmente incompiuta.
La ragioni politiche, sicuramente più forti rispetto a quelle economiche, nascevano dal bisogno di “tenere insieme” le varie nazioni, imbrigliando in questo modo eventuali rischi di guerra fra le stesse.
Quelle economiche, parimenti, hanno visto nell’euro lo strumento per evitare le svalutazioni competitive a danno del vicino, un tentativo quindi di “livellare il terreno di gioco”.
Almeno fino al 9 agosto 2007, giorno dello scoppio dell’attuale crisi, l’euro in effetti ha giovato a tutti.
Abbastanza sorprendentemente, tuttavia, gli Stati che fino a questa data hanno avuto maggiore beneficio dalla moneta comune non sono stati né la Germania né la Francia (il cui “peso” rimane, in termini assoluti, sempre il più rilevante), bensì quelli marginali dell’Europa, come ad esempio l’Irlanda che nel corso degli anni ha visto addirittura raddoppiare il suo PIL.
Le più recenti tensioni provocate dalla pessima salute dei conti di alcuni Stati (come ad esempio la Grecia), con le conseguenti campagne speculative, hanno fatto assumere alla crisi dell’euro dimensioni tali da far ipotizzare ora la sua scomparsa, ora altri scenari più o meno probabili. C’è infatti chi auspica un’unione fiscale, chi l’eurobond, chi lo sgretolamento dell’area euro (in quest’ultimo caso uscirebbero i paesi più indebitati e resterebbero solo quelli più solidi), ma il buonsenso fa ritenere chesi giungerà ad una soluzione di tipo intermedio.
Le questioni in ogni caso ruotano intorno alla volontà politica di risolvere i problemi comuni. In tal senso, il fatto che per primi siano scesi in campo Francia e Germania, sebbene avessero anche un interesse a farlo (visto che la maggior parte del debito greco sta nella “pancia” delle loro banche), fa capire che oggi bisogna superare gli atteggiamenti rigidi di quelli che dicono “perché devo pagare io per qualcun altro”, che portano in direzioni già vissute e tristemente note già tra le due guerre.
Al termine dell’interessante relazione l’intero auditorio ha applaudito calorosamente il professore Bellavite in segno di approvazione.
Dopo alcune domande formulate dai soci presenti in sala, la serata si è quindi conclusa con la consegna al relatore del consueto omaggio conviviale da parte di Franco Bari e Eliana Brandazza.
R.C. Sarnico e Val Cavallina






